Messina, lo sguardo vigile della Corte dei Conti sulle partecipate del Comune

Non è ancora un semaforo rosso, ma cresce la preoccupazione nelle stanze di Palazzo Zanca

guido signorinoLe valutazioni discordanti fra la Corte dei Conti e il Comune di Messina tornano d’attualità: stavolta ad esser presa di mira è la gestione Accorinti di Palazzo Zanca. L’organo di controllo, infatti, avrebbe rinnovato le proprie riserve sulla decisione di escludere i debiti delle società partecipate dall’ammontare complessivo della massa debitoria dell’Ente Comune. Tali rilievi, mossi dal magistrato istruttore Gioacchino Alessandro, prenderebbero di mira le passività non registrate dal vice-sindaco, Guido Signorino, evidenziando le anomalie contabili relative alle contraddizioni emerse fra debiti e crediti reciproci di Atm, Ato3, Amam e MessinAmbiente. Su quest’ultima società, in particolare, la Corte evidenzia come – a dispetto della liquidazione – le perdite di esercizio e l’indebitamento complessivo siano aumentati rispetto all’anno precedente. Se la prospettiva è quella della Multiservizi, una prospettiva politica la cui valutazione non compete alla Corte, c’è poco da stare allegri. Come avevamo anticipato in tempi non sospetti, inoltre, dubbi sono stati espressi sulla “regolarità delle procedure di mobilità interaziendale del personale Feluca in seno alla partecipate del Comune“. Ad essere contestata è la legittimità dei trasferimenti, quella stessa legittimità su cui l’Amministrazione aveva offerto garanzie precise, impegnandosi in presa diretta.