Messina, Provincia Regionale: Romano incontra i dipendenti e fa il punto sul futuro del personale

Il vertice si è tenuto stamane per chiarire i nodi legati alla riforma nazionale e ai Liberi Consorzi

filippo romanoNella mattinata di oggi, in un affollatissimo Salone degli Specchi, a Palazzo dei Leoni, si è svolto  l’atteso incontro che il Commissario Straordinario, Filippo Romano, ha voluto tenere con i dipendenti della Provincia regionale di Messina per informarli sullo stato della riforma regionale che dovrà ridisegnare i nuovi enti locali di area vasta, i Liberi Consorzi dei Comuni, che dovranno succedere alla cessate province regionali  siciliane.

Nel corso del suo intervento, seguito con particolare attenzione dai presenti, il Commissario straordinario ha snocciolato una serie di dati per dare dimostrazione che la Provincia di Messina, contrariamente a quanto si  potrebbe pensare, opera in condizioni di piena efficienza ed economicità ed, ha aggiunto, si fregia di avere onorato – in questo periodo di gestione straordinaria – tutti gli impegni con correttezza e puntualità.

Purtroppo le criticità di gestione, non dissimili dalle altre Amministrazioni Provinciali italiane, derivano soprattutto dai tagli sui trasferimenti fin qui operati dallo Stato. Trasferimenti che per l’esercizio corrente potrebbero essere totalmente azzerati.

L’Ente, secondo Romano, non versa in alcuna delle situazioni per le quali l’Ordinamento degli enti locali prevede la messa in stato di dissesto. Pertanto, secondo lo stesso, la ventilata dichiarazione di default, fino a questo momento, non è assolutamente prevista in agenda. Qualora si dovesse rendere necessaria non dipenderebbe da evidenze contabili o da accidenti nella gestione, ma dal caos che un iter legislativo caratterizzato da frettolosità, improvvisazione e disorganicità nel processo di revisione dell’ordinamento degli enti locali ha fin qui determinato. Lasciando un vuoto funzionale che non trova, ad oggi, nessun apprezzabile rimedio a tutela dei diritti della comunità provinciale. Se non l’incertezza per la dubbia sostenibilità dei servizi essenziali e del mantenimento dei posti di lavoro.

Servizi pubblici violati, a partire da quelli essenziali come il trasporto degli studenti disabili delle scuole medie superiori; gli interventi per la sicurezza degli istituti scolastici; le manutenzioni ordinarie e straordinarie della rete viaria, e quant’altro assicurato, per statuto, dalle Province italiane.

Tanti i suggerimenti a dispetto dell’assoluta inerzia della politica. Tra questi spicca la proposta di un subentro delle Regioni che dovrebbero assumerne le funzioni ed il personale. Se accolto, sebbene provvedimento urgente di autotutela per la garanzia dell’effettività nell’assolvimento delle funzioni pubbliche, costituirebbe, comunque, un arretramento nel processo di riforma della pubblica amministrazione; posto che la “Bassanini” aveva favorito in chiave di un più evoluto processo di riforma ed ammodernamento dell’apparato pubblico, il decentramento di talune funzioni, in adesione al principio di prossimità, dalle regioni alle province.

Una dichiarazione di dissesto troverebbe oggi, pertanto, il proprio singolare presupposto nella insufficienza e contraddittorietà del sistema normativo.

Il Commissario ha, quindi, cercato di rasserenare gli animi dei lavoratori, informandoli che non vi sarebbe nessun imminente pericolo nella erogazione degli stipendi. L’Ente avrebbe, infatti, liquidità sufficiente per la corresponsione delle retribuzioni. Nei prossimi anni, infatti, il costo complessivo per le retribuzioni dei dipendenti si attesterà sui 38 milioni di euro. Quanto all’allarme lanciato la scorsa settimana dal personale dell’Ente è scattata la mobilitazione e per ciò stesso è stato dichiarato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative lo stato di agitazione.

A conclusione dell’incontro, i rappresentanti sindacali  confederali di CGIL, CISL, UIL e dei sindacati autonomi CISAL e DICCAP, hanno annunciato un Sit in di protesta davanti alla Prefettura per il prossimo giovedì 28 maggio. Fino a qui la cronaca.

Ma volendo passare in rassegna gli interventi che in questi due anni hanno caratterizzato la gestione commissariale è da dire che molte delle iniziative intraprese non paiono conformi con quanto descritto dalla letteratura giuridica a proposito delle gestioni eccezionali delle pubbliche istituzioni, qual è quella espletata, per l’appunto, da un organo straordinario. Per di più allorché il commissario piuttosto che vigilare il percorso di un Ente in liquidazione, adotti atti ed espleti funzioni al pari degli organi istituzionali legittimati dal potere derivante dalla designazione del corpo elettorale.

Si potrebbe osare di una comparazione storica: all’indomani della morte di Giulio Cesare al trono gli succede Cesare Augusto. Come dire “Il cesarismo, dopo il cesarismo”.

Abbiamo, infatti, notato come il Commissario straordinario nominato dal Presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta, tra i funzionari pubblici designati alla guida delle Province siciliane in liquidazione, l’unico non proveniente dalla carriera dirigenziale regionale, esattamente il Commissario Romano, è un rampante dirigente statale cresciuto nell’amministrazione prefettizia con un curriculum da specialista nell’assolvimento di funzioni commissariali in quanto già sperimentato in diversi enti locali.

Lo stesso commissario, che, in questi anni, ha rappresentato gli organi istituzionali, interpretandone ruoli ed assolvendone le funzioni al pari degli stessi organi istituzionali in carica, ha adottato un nuovo ordinamento degli uffici e dei servizi, rinominato un nuovo collegio dei revisori dei conti e un rinnovato nucleo di valutazione. Molto inconsueto, si direbbe, per un organo straordinario che ha il compito di portare in liquidazione un ente cessato per forza di legge.

Tuttavia, sig. Commissario, non ci troverà tra i suoi detrattori. Né tra coloro che le attribuiranno la colpa della futura dichiarazione di dissesto, né tra chi all’indomani della conquista di un nuovo più onorevole ufficio elettivo di componente di  un’Aula parlamentare, le rinfaccerà di avere voluto fortemente continuare ad esercitare queste funzioni straordinarie alla ex Provincia regionale di Messina.

In conclusione, nel ringraziarla per avere voluto assumere questo ruolo di supplenza della politica, vorremmo chiudere questa pagina di cronaca esprimendole anche il nostro compiacimento per quella sua buona propensione ad intrattenere relazioni sociali ed istituzionali con stile sobrio e giovanilistico. Contrariamente a quei personaggi investiti di autorità istituzionale che diversamente appaiono grigi, austeri ed impettiti. E’ questa la ragione per la quale ci permettiamo di suggerirle di rinfrancare il suo spirito e sollevarla dalle arrabbiature di cui Ella parlava stamani, consigliandole di ascoltare un vecchio brano di Antonello Venditti: Compagno di scuola.

Pablo Sterni