Messina, omicidio Vinci: la difesa contro i medici del Cervello

I periti hanno manifestato dubbi sull’operato dell’equipe che accolse il ragazzo

tribunale messinaUna coltellata inferta all’addome costò la vita a Bendetto Vinci nel marzo del 2012. L’indiziata numero uno, accusata di omicidio volontario aggravato da futili motivi, fu da subito Francesca Picilli, già fidanzata del ragazzo, che avrebbe sferrato i colpi presa da un raptus dopo una lite.

L’avvocato Nino Favazzo, legale dell’imputata, ha manifestato però l’intenzione di chiedere una perizia medico-legale collegiale sul corpo della vittima: la difesa, infatti, ha evocato i dubbi espressi in sede giudiziaria da Enrico Messale, già colonnello dei carabinieri, e dal dottor Bondì, i quali avrebbero espresso manifestato perplessità sulle eventuali negligenze da parte dei medici dell’Ospedale “Cervello” di Palermo.

Il ragazzo, infatti, trasferito presso quella struttura, sarebbe dovuto finire sotto i ferri – a giudizio di Messale e Bondì – per l’applicazione urgente di un bypass aorto-coronarico. Ipotesi, questa, che ha portato alle suddette richieste del legale, nonostante l’autopsia abbia già determinato il proscioglimento dei medici palermitani.