Messina, dai tornelli all’isola pedonale: così si ferma la “rivoluzione”

L’azione squadristica ordita a Palazzo Zanca molto rivela sul cambiamento dal basso mai avvenuto

ice accorintiUna città eco-sostenibile, istituzioni aperte e trasparenti, una gestione sana dell’economia. L’elezione di Accorinti si fondava, grosso modo, su questi tre aspetti ed incarnava, almeno apparentemente, il desiderio di cambiamento della città. L’arte di governare, però, è più complessa dei comizi da campagna elettorale: il Sindaco lo ha imparato nel corso dei mesi, quando – col passare del tempo – ha visto che gli sforzi profusi non erano recepiti dalla cittadinanza.

pista ciclabile messinaPer la Giunta i risultati sono tangibili: la pista ciclabile è lì, a disposizione degli sportivi; l’isola pedonale, osteggiata nelle aule giudiziarie, non era un esperimento sporadico, ma la via maestra per riappropriarsi del centro cittadino; la rimozione dei tornelli ha voluto simbolicamente evidenziare la differenza fra l’Ancien Régime e la trasformazione dal basso; perfino la scelta di sanare i debiti, senza dichiarare default, era un tributo alla serietà amministrativa.

Eppure, malgrado l’impegno, qualcosa non è andata per il verso giusto.

La pista ciclabile è stata contestata a piè sospinto: una striscia verniciata sulla strada – si è detto – non tutela gli sportivi dalle spensierate manovre dei riottosi automobilisti messinesi, laddove i vigili urbani dovrebbero presenziare il territorio per censurare le continue infrazioni che ogni giorno si consumano in città.

ambulantiL’assalto degli ambulanti abusivi a Palazzo Zanca dimostra come le istituzioni possano essere tenute facilmente in scacco da alcuni delinquenti, qualora questi abbiano accesso libero alla stanza dei bottoni. Se togli la cosiddetta “sacralità laica” alla figura del sindaco, se dimostri di essere alla mercé di qualunque disperato autorizzato a prenderti a pesci in faccia, automaticamente diventi un bersaglio mobile, esposto ad insulti ingenerosi e ad offensive vergognose. Quel tentativo di irrompere negli uffici, quelle violenze esercitate sugli agenti in divisa, non possono essere liquidati con delle semplici scuse, neppure se il primo cittadino le accetta in nome e per conto della collettività. Pena il rischio di azioni emulative da parte di altri soggetti poco raccomandabili, con tutto ciò che ne consegue in termini di sicurezza.

Sul bilancio non è il caso neppure di soffermarsi: la lista accorintiana si è spaccata in relazione alle ricette economiche suggerite dal vice-sindaco Guido Signorino, autentico Deus ex machina della squadra di governo. E ciò al netto dei ritardi ciclici nella programmazione, dei moniti dei revisori e del giudizio – ancora sospeso – della Corte dei Conti sulla stabilità dell’ente. Non a caso la fase due, “oltre il riequilibrio”, viene perennemente rilanciata dalle associazioni vicine al sindaco, prima fra tutte Indietrononsitorna.

Isola CairoliL’isola pedonale, infine, miraggio primaverile, sparito sotto i ricorsi di quanti lamentavano l’assenza di dialogo con gli esercenti, già duramente colpiti dalla crisi. Dopo aver smobilitato via dei Mille, si è pensato di costruirne una attorno al Duomo. Cacciola ha giurato sulla fattibilità dell’operazione, ma ecco che i commercianti attorno alla Cattedrale hanno bocciato il progetto: temono ricadute negative sui loro incassi e invitano il sindaco a battere altre strade. Il viale San Martino, ad esempio. Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile“, dicono gli americani. E così, fuori dal giardino di casa, la rivoluzione si scioglie come neve al sole, rivelandosi semmai una fragile operazione di maquillage.