Mafia: “processo trattativa Stato-mafia oggetto di speculazione politica”

Il processo sulla trattativa tra Stato e mafia, che vede numerosi imputati ‘eccellenti’, dall’ex Presidente del Senato Nicola Mancino al generale Mario Mori e, in un dibattimento stralcio, anche l’ex ministro Calogero Mannino “fin dal suo primo sviluppo, nella fase delle indagini, è stato oggetto di ampia speculazione”

Foto LaPresse

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Il processo sulla trattativa tra Stato e mafia, che vede numerosi imputati ‘eccellenti’, dall’ex Presidente del Senato Nicola Mancino al generale Mario Mori e, in un dibattimento stralcio, anche l’ex ministro Calogero Mannino “fin dal suo primo sviluppo, nella fase delle indagini, è stato oggetto di ampia speculazione, da un punto di vista mediatico, giuridico – autorevoli interpreti si sono cimentati nell’analisi tecnica della fattispecie contestata dall’Ufficio di Procura – e finanche politico, diventando, come spesso accade, manifesto elettorale piuttosto che occasione per rinfocolare polemiche mai sopite sull’azione dell’Ufficio di Procura di Palermo”. E’ quanto si legge nella memoria difensiva depositata oggi, al termine dell’arringa difensiva dell’avvocato Grazia Volo, che difende l’ex ministro con l’avvocato Carlo Federico Grosso, al processo stralcio sulla trattativa che si celebra, con il rito abbreviato, davanti al gip Marina Petruzzella. Mannino è accusato di minaccia a corpo politico dello Stato. “L’onorevole Mannino, come anche durante il lungo processo che lo ha visto gravato dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa processo di cui è ben noto l’esito (assolto dalla Cassazione ndr), ha scelto la strada della responsabile attesa, confidando nell’equilibrio dei magistrati giudicanti e nella bontà degli argomenti di natura tecnica che la difesa andrà ad analizzare nel corso della memoria”, scrivono i legali nella memoria. “Se, pertanto, sarà necessario svolgere alcune considerazioni preliminari sull’impostazione che l’Accusa ha prescelto nel processo che andremo ad esaminare, evidentemente si tratterà di argomentazioni di pura natura giuridica, scevre del tutto da intenzioni polemiche – scrivono i legali – Ed, effettivamente, la lettura del complesso capo di imputazione formulato a carico di Calogero Mannino non può non suscitare, prima ancora che si passi ad analizzare le varie fonti di prova, un fondato dubbio sulla coerenza del ragionamento proposto e la sua complessiva logicità”. E ancora: “Ragionando in termini filosofici si potrebbero definire tali incongruenze evidenti aporie del percorso argomentativo”.