Lettera Aperta al dott. Alessio Ciacci Commissario di “Messinambiente”

carcassa gatto morto  Via C. PompeaLettera Aperta al Dott. Alessio Ciacci Commissario di “Messinambiente”.

Intitolazione di un premio alla memoria del gatto morto in attesa di degna sepoltura.

Egr. Dott. Ciacci,

In queste ultime settimane abbiamo assistito alla levata di scudi da parte sua e dell’assessore all’ambiente, già decano presidente del circolo cittadino di legambiente, con un attacco feroce contro gli operai rappresentati dalla CGIL, che ella e chi per lei, avete etichettato, con una reazione non proprio di sinistra, come terroristi.

La ragione? – si chiederanno i tanti messinesi non informati – perché gli stessi, numerosi operai, accompagnati dai dirigenti sindacali, si sono permessi di occupare, simbolicamente, la sede della società, e protestare per rivendicare il pagamento dei loro stipendi.

Converrà con me, si sia trattato di una protesta legittima. Infatti, a chiunque è nel nostro paese, riconosciuto di rivendicare i propri diritti e in particolare protestare per ottenere la propria retribuzione, specie quando il datore di lavoro è recidivo e viola il termine previsto per la liquidazione dei salari, molto spesso, e per diversi mesi, mettendo intere famiglie, che già versano in condizioni economiche molto vicine alla soglia di povertà, in situazioni di tracollo.

E dire che avevamo salutato la scelta dell’Amministrazione Accorinti, di nominare un Esperto di comprovata e alta specializzazione, che benché lucchese di nascita, si è formato nella Città di Firenze, rinnovata capitale pro-tempore e culla di gran parte della nuova classe dirigente italiana, con l’intento di assicurare, con un imprinting di originalità, e forte delle precedenti esperienze di settore, un processo di discontinuità col passato.

Purtroppo, invece, Egr. sig. Commissario, dopo circa due anni, la speranza di un nuovo corso, sia per quanto riguarda l’implementazione di un modello eco-compatibile, concernente il ciclo dei rifiuti, sia per quel che attiene alle antiche emergenze, con la realizzazione di un intervento risolutore dei rischi ancora incombenti sui cittadini residenti, rappresentati dalle grandi bombe ecologiche come quella del Villaggio Pace, che traducesse in fatti concreti la rivoluzione (solo) annunciata nella gestione dei servizi di igiene urbana, è del tutto svanita.

Infatti, non è stato neanche avviato, esperimenti pilota esclusi, il servizio, altrove già stabilizzato, di raccolta differenziata, ma secondo un approccio rinunciatario, aderendo alla prevalente corrente sociologica, di cultura tipicamente meridionale, ci accontenteremmo di un modello di gestione minimalista, che, comunque, pretenderebbe che “Messinambiente” provvedesse, ad assicurare, almeno, l’ordinaria amministrazione a partire dalla collocazione di cassonetti dignitosi sulle strade.

Voglio dire, che, per esempio, durante i lavori di spazzatura delle strade cittadine si evitasse di lasciare carcasse di animali, come quel gatto che, vedi foto allegata, vi staziona da più di due mesi, indisturbato, quasi fosse invisibile per quanti dovessero occuparsene, sotto il marciapiedi, ed emanante un odore fetido che sicuramente  non costituisce né gradito corredo alla vicina stazione di servizio, né agli esercenti rispetto ai quali la povera salma si affaccia, né a quanti, ogni giorno, percorrono la pista ciclabile, utilizzata, prevalentemente, per il footing di cittadini di tutte le età, né, infine, quell’incentivo capace di fornire alla città quella marcia in più, che non si anela debba servire ad una sua magica trasformazione in una città vivibile e meta privilegiata del turismo nazionale ed europeo, ma ci si accontenterebbe, anche, solo, di una città normale.

Voglio evitare, con questo scritto, non breve, di aggiungere, anche le incompiute lunghe quasi un metro, costituite da erbacce ormai secche che pare possano aspirare a divenire piante di alto fusto, insistenti sulle strade e spiagge di tutta la stradale litoranea nord di Via C. Pompea che va da Paradiso a Sant’Agata. Ma mi tocca ricordarle che siamo alla vigilia della riapertura dei lidi, unica forte, recente novità, occasione di socializzazione e di miglioramento degli standard di qualità della vita per i giovani di questa povera città, che le voglio confessare molti messinesi ambirebbe, sinceramente, vedere uscire dal medioevo e nonostante la tipica ospitalità isolana gradirebbe che anche un esperto manager toscano, preferito ad altri eventuali talenti messinesi formati nel nostro ateneo, lavorasse per la comunità che lo retribuisce adeguatamente, in modo più umano, ma soprattutto che assolvesse la sua delicata funzione con maggiore accortezza ed efficienza.

Ma siccome mi hanno educato ai valori della solidarietà e ad un atteggiamento più generoso nei confronti degli altri che mi obbliga a nutrire, comunque, fiducia nell’altrui operato in generale, ed in quello delle istituzioni in particolare, mi permetto di proporle l’intitolazione di un premio alla memoria del gatto morto, in attesa di degna sepoltura.

Pablo Sterni