Incendio aeroporto Fiumicino: prove di ritorno alla normalità,10 milioni di danni ai passeggeri

fiumicino incendioProve di ritorno alla normalita’ all’ aeroporto di Fiumicino, a quattro giorni dal vasto incendio che ha devastato l’area transiti del Terminal 3, ancora pervaso dall’ acre odore del fumo che la notte tra mercoledi’ e giovedi’ ha fatto scattare l’allarme nello scalo romano. Ieri, stando ai dati forniti da Aeroporti di Roma, i voli partiti e atterrati dal “Leonardo da Vinci” hanno toccato quota 82%, superando di gran lunga le previsioni dell’Enac che in una nota aveva spiegato che l’operativita’ dello scalo sarebbe stata del 60% almeno fino a lunedi’. Procedono dunque a ritmi serrati i lavori per il ripristino dell’area, dove questa mattina sono arrivati anche i tecnici della Belfor Italia, azienda incaricata da AdR proprio per la pulizia ed il ripristino del Terminal 3. Ma i disagi per i passeggeri non sono di certo finiti, nonostante la riapertura di un varco che ha consentito di evitare il viavai tra un terminal e l’altro. Oltre alle lunghe file e alle attese, devono fare i conti anche con ritardi e cancellazioni dei voli da parte delle compagnie aeree, accusate in alcuni casi di non essere state troppo tempestive nelle comunicazioni. Per questo il Codacons e’ pronto a chiedere i danni, quantificati al momento in “10 milioni di euro”, se si guarda ai giorni di vacanza persi, ai viaggi e ai soggiorni pagati e ‘andati in fumo’ o ai costi aggiuntivi che i passeggeri sono stati costretti a sostenere per alloggi o trasferimenti. Ma l’incendio a Fiumicino ha avuto ripercussioni anche su altri scali nazionali e in alcuni casi si segnalano anche prezzi gonfiati per i biglietti, come denunciato anche dal sindaco di Catania, Enzo Bianco. “Le compagnie aeree continuano a mantenere ad un livello inaccettabile, fuori da ogni logica, i costi del biglietto aereo da Roma per Catania, e viceversa – afferma sottolineando che un volo Catania-Roma puo’ costare fino a 434 euro -. Siamo di fronte ad un’azione che pesa in modo insopportabile sulle spalle dei catanesi e dei siciliani in generale”. In Sardegna, poi, l’operativita’ degli aeroporti nei collegamenti con la Capitale e’ ridotta di circa il 25% contro il 40%-45% in campo nazionale. La Regione ha attivato anche una cabina di crisi, con la speranza di poter tornare alla normalita’ a partire da martedi’ prossimo. Caos e disagi si registrano, pero’, anche in Calabria. “A Lamezia c’e’ caos totale”, racconta una delle tante passeggere appiedate che da due giorni cerca invano di raggiungere Torino dove avrebbe dovuto tenere una lezione all’universita’. Nei lunghi corridoi del Terminal operatori aeroportuali e dipendenti degli esercizi commerciali continuano ad indossare le mascherine antifumo anche se AdR in una nota ha sottolineato che “le analisi eseguite nell’area interessata dal transito dei passeggeri confermano che non ci sono rischi per la salute dei viaggiatori e dei lavoratori”. Secondo quanto si apprende, pero’, due operatori ieri avrebbero accusato malori legati ad un’intossicazione, soccorsi e refertati senza conseguenze. Prosegue intanto anche l’inchiesta della Procura di Civitavecchia che indaga per incendio doloso. Ieri il pm titolare del fascicolo, per il momento ancora senza indagati, e’ stata di persona sul luogo del rogo insieme con due esperti in materia di antincendio e sicurezza sul lavoro. Bisognera’ ora leggere le informative di polizia e vigili del fuoco per capire cosa sia successo con esattezza nello scalo internazionale, ma soprattutto capire il punto da dove si sono sviluppate le fiamme e perche’ si siano propagate cosi’ velocemente devastando l’area in appena una ventina di minuti.