Il Pd ci “ricasca”: dopo Monasterace anche a Scilla torna la “meritocrazia del dissesto”

Elezioni comunali Scilla: il Pd candida il fratello del Sindaco che ha portato il comune al dissesto finanziario, dopo aver premiato la Lanzetta per le stesse gesta: è la “meritocrazia del dissesto”

scilla 03Anche il delizioso borgo di Scilla, la perla della Costa Viola, si avvicina alle elezioni comunali domenica 31 maggio: i circa 5.000 residenti del centro turistico reggino saranno tra i 22 milioni di italiani chiamati alle urne. I candidati a Sindaco sono tre: Domenico Mollica, Francesco Santacroce e Gaetano Ciccone. No, scusate: Pasqualino Ciccone. Sarà stata l’abitudine: Gaetano, suo fratello, è stato Sindaco per 13 anni, prima dal 1983 al 1986 e poi più recentemente dal 2001 al 2011. Adesso il candidato è suo fratello.

scilla01Le elezioni comunali che finalmente segneranno il ritorno alla democrazia anche a Scilla dopo la bancarotta del comune e i due commissariamenti negli ultimi tre anni, sono una sorta di “questione di famiglia“: sulla poltrona più prestigiosa di piazza San Rocco potrebbe insediarsi un altro Ciccone. Il Partito Democratico, infatti, ha scelto di candidare Pasqualino, fratello del già sindaco Gaetano, con il supporto di tutto il centro/sinistra provinciale e regionale. Fin qui nulla di strano. Ma a livello amministrativo, le ultime gesta di Gaetano non sono state proprio esaltanti. E’ stato lui, infatti, a pilotare Scilla verso il dissesto finanziario, un default certificato dai commissari liquidatori che negli ultimi anni ha compromesso lo sviluppo di una delle località più incantevoli del Mediterraneo. 

scilla 02La candidatura di Pasqualino Ciccone è assolutamente legittima, ma la decisione del Partito Democratico certamente stona rispetto a quella “svolta meritocratica” della quale il centrosinistra di Renzi si fa portavoce a livello nazionale, con tanti slogan, ma che poi sembra sgonfiarsi sul territorio con la forza dei fatti. Non si può e non si deve dimenticare che mentre l’attenzione mediatica si concentrava su realtà amministrative che sono riuscite a creare affidabili basi per il riequilibrio dei conti, come peraltro certificato dagli organi di controllo, a Scilla, non altrove, si insediava la Commissione Straordinaria di Liquidazione con il compito di rimediare al dissesto provocato dall’amministrazione guidata, come detto, dell’ex Sindaco Gaetano Ciccone.

oliverio cicconeQuello di Scilla è un caso che ci ricorda molto da vicino quello vissuto da un altro comune reggino: Monasterace. A febbraio 2014  la poltrona di Ministro degli Affari Regionali veniva occupata dall’ex Sindaco Lanzetta che aveva condotto il suo comune proprio al default finanziario. In questo caso, però, a distanza di un anno scarso, ci si è accorti che il Governo della Nazione e quello Calabrese potevano tranquillamente fare a meno delle capacità terapeutiche della farmacista calabrese. A Scilla, invece, politicamente si insiste sull’usato: l’usato che di nome (pardon di cognome) fa Ciccone. Alla faccia del dissesto e delle tasse alle stelle. Che fine ha fatto la “rottamazione” renziana? Forse in Calabria (vedi Oliverio che travolge Callipo alle primarie) non è mai neanche arrivata: qui nel profondo sud il Pd preferisce la “meritocrazia del dissesto”.