I rifugiati non hanno diritto all’acqua calda!

immigrati grecia macedoniadi Kirieleyson - Ieri Salvini, il paladino dei sacri confini nazionali, dallo stesso recentemente estesi, con una mirabile giravolta, dai precedenti limiti inferiori della pianura padana fino elle estremità  meridionali   della Terronia, pontificando che Renzi sarebbe un verme (perché  starebbe sfruttando a fini elettorali  la foto del bambino di tre anni trovato morto su una spiaggia  e che ha  commosso tutto il mondo) ha poi aggiunto nel piatto il dato che questa estate, nel  centro di accoglienza di Mineo, i rifugiati fruissero di aria condizionata (!), a dispetto del fatto che tanti italiani non possono godere invece di tali utilities gratuite.

Significa forse che se un italiano  non ha l’acqua calda in casa, non possiamo darla ad un rifugiato e per giunta  gratis? Che se oggi un italiano non ha da mangiare, non è lecito dar da mangiare ad un poveretto, se questi è straniero?

E se la riposta è si,  lo stesso varrà allora per i vestiti e così per tutto il  resto. In termini pratici, un eritreo  non può valere  quanto un padano, pardon, un italiano.

Questa è una aberrante scuola di pensiero che, nella storia, ha prodotto immani catastrofi.

Basti solo ricordare che qualcosa di simile la pensavano pure i nazisti:  durante la loro ritirata, se un soldato tedesco veniva ucciso, loro uccidevano 10 italiani.