Expo: anche il Museo di Sibari tra i “Gioielli d’Italia”. Non ci sono Reggio e i Bronzi di Riace…

Tra i “Gioielli d’Italia” non sono presenti i Bronzi di Riace, sì al Museo di Sibari

foto LaPresse

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Diciassette tra musei e aree archeologiche sono i “Gioielli Italiani” che il Mibact ha deciso di promuovere nell’ambito dell’iniziativa che prevede l’ingresso gratuito per i possessori del biglietto Expo o di una delle card Expo 2015, dal 1 maggio al 31 ottobre, nei luoghi prescelti.

I musei sono: Castello Ducale di Aglie’, in provincia di Torino (annesso al castello e’ il grande parco con giardini all’italiana e all’inglese); Polo Nazionale della Preistoria e Protostoria – MUPRE di Capo di Ponte in provincia di Brescia; Galleria Nazionale di Palazzo Spinola a Genova (conserva, oltre agli arredi originali, le opere di Anton van Dyck, Grechetto, Luca Giordano, Guido Reni, Rubens, Orazio Gentileschi, Antonello da Messina); Museo Nazionale di Palazzo Grimani a Venezia (l’architettura fonde elementi tosco-romani con l’ambiente veneziano); Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli in provincia di Udine (fondato nel 1817, il Museo ha sede dal 1990 nel cinquecentesco Palazzo dei Provveditori Veneti); Teatro Farnese di Parma (quasi del tutto distrutto dalle bombe del 1944 e ricostruito in epoca moderna, oggi il teatro ci restituisce una delle più straordinarie architetture teatrali del Seicento); Museo Nazionale San Matteo di Pisa (la storia del Museo prende il via dalla cultura di recupero antiquario viva in Pisa sin dal Settecento, che si identifica con il primo nucleo di dipinti di “primitivi” raccolti dal canonico del Duomo Sebastiano Zucchetti); Museo Nazionale del Ducato di Spoleto all’interno della Rocca Albornoziana; Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona; Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (il più rappresentativo Museo Etrusco, ricco di testimonianze provenienti dall’Etruria Meridionale); Museo archeologico nazionale d’Abruzzo – Villa Frigerj di Chieti; L’Area Archeologica di Altilia-Sepino in provincia di Campobasso; Museo di Capodimonte a Napoli (nel 1738 Carlo di Borbone affido’ a Giovanni Antonio Medrano la costruzione della nuova reggia sulla collina di Capodimonte, nella quale sistemare il grande patrimonio artistico ereditato dalla madre, Elisabetta Farnese. Dopo la II Guerra Mondiale, ne fu sancita la destinazione a Museo che fu inaugurato, nel 1957, a seguito di lavori di ristrutturazione ed al trasferimento delle raccolte d’arte medievale e moderna precedentemente esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli); Marta – Museo Archeologico Nazionale di Taranto (istituito nel 1887. La sezione dedicata alla storia del Museo e’ stata completamente rinnovata); Museo Archeologico della Basilicata “Dinu Adamesteanu” a Potenza; Museo Archeologico di Sibari; Pinacoteca Nazionale di Cagliari.