La crociata di Crocetta: stavolta tocca agli aliscafi

La battaglia contro Ustica Lines è l’ultimo capitolo di un copione consunto: stessa trama, stesse scempiaggini

usticaQuando i nemici non ci sono, bisogna inventarseli, altrimenti si corre il rischio di essere valutati dagli elettori non per la propria arte retorica, per la propria presenza scenica, ma per ciò che concretamente si realizza in qualità di amministratori e, a quel punto, spesso non c’è scampo.

Con questo spirito, probabilmente, Rosario Crocetta si appresta a combattere l’ultima crociata, quella contro le compagnie di navigazione che agirebbero in regime di monopolio tenendo in scacco la Sicilia. Naturalmente il Governatore si è accorto di questa incresciosa situazione all’indomani del contenzioso con Ustica Lines, allorquando – in barba agli accordi precedentemente presi per l’esecuzione del servizio – si è rifiutato di pagare quanto pattuito. Perché l’Italia, terra di esodati, è allergica alle promesse mantenute.

Foto LaPresse

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A finire nell’occhio del ciclone il bando di San Valentino, ritenuto eccessivamente generoso a fronte dei collegamenti garantiti da Ustica con le Egadi e con le Eolie. Il fatto che il bando sia stato redatto dalla Regione e quindi che nessuna recriminazione possa essere indirizzata alla società, né sul fronte dell’espletamento del servizio né in relazione al corrispettivo, poco conta. Si prende tempo, si procrastinano i pagamenti in nome e per conto di “verifiche urgenti” o “analisi necessarie“. E pazienza se nel frattempo il Tar e la Procura della Repubblica vengono interessate del caso. La tattica degli amministratori locali è sempre la stessa: rinviare, rimandare, differire e posporre, non sia mai che le scadenze elettorali facciano finire i bollenti dossier sulla scrivania di attori sopraggiunti.

Da Palermo, intanto, fanno sapere che le nuove regole disposte dall’assessorato competente faranno risparmiare 10 milioni di euro ai contribuenti siciliani. Si attendono, plausibilmente, delle grida di giubilo: sfugge ai più il fatto che le direttive adottate oggi non possano inficiare rapporti contrattuali antecedenti e se davvero questo tesoretto fosse raggranellato, verrebbe semmai da chiedersi dov’erano le autorità isolane quando l’incriminato bando di San Valentino fu redatto e sottoscritto.

crocettaDi solito alla tattica del rinvio segue quella dello scaricabarile: non siamo ancora arrivati al rimpiattino delle competenze con Roma o con l’Europa, ma tutto lascia presumere che prima o poi il contenzioso si sposti altrove, fra una comparsata a PiazzaPulita ed un’esibizione nello studio di Giletti. E intanto Ustica comprensibilmente s’incazza: avendo partecipato ad un bando europeo e non essendo stata retribuita per le proprie prestazioni, la Compagnia non accetta di passare anche per furbacchiona. “La Regione sostiene che il corrispettivo di questo bando per i servizi sarebbe sovradimensionato del 15 per cento sulla base di uno studio fornito dal Registro Italiano Navale. Ma lo stesso Registro Italiano Navale – precisa la compagnia –  nei giorni scorsi ha ufficialmente smentito la Regione affermando, tra l’altro, che i dati che forniti sono stati rimodulati dalla Regione stessa. In ogni caso, l’infondatezza delle valutazioni della Regione saranno dimostrate dall’Ustica Lines nelle opportune sedi“. E intanto il braccio di ferro continua…