Cosenza, omicidio Lanzino: scagionato da ogni accusa Franco Sansone

Dopo 27 anni dal massacro della giovane studentessa di Rende, Roberta Lanzino, l’assassino non ha ancora un volto; la Cassazione ha assolto con formula piena il principale indiziato dell’omicidio, Franco Sansone

zcVYnplgPUwySObwwCkFH76Mw2zGE8bKKEe1YPgOQzQ=--Sembra non trovare giustizia Roberta Lanzino, la studentessa originaria di Rende, che fu massacrata nel Luglio del 1988 sulle montagne di Falconara Albanese, il cui assassino dopo ben 27 anni ancora non ha un volto. La Corte d’assise di Cosenza ieri  ha scagionato, con formula piena, Franco Sansone, l’imprenditore che per anni è risultato essere il principale indiziato di questo orribile omicidio ed accusato anche di aver ucciso il pastore Luigi Carbone, quest’ultimo sparito nel nulla pochi mesi dopo lo sconvolgente massacro. La sentenza di ieri ha scagionato inoltre anche il padre di Sansone ed il fratello, che erano stati invece accusati di aver preso direttamente parte all’omicidio del pastore Carbone, che sarebbe stato ucciso poiché quest’ultimo sarebbe stato coinvolti in altri reati commessi dalla famiglia Sansone in quegli anni: anche il pastore infatti era stato collegato al massacro della giovane studentessa. L’avvocato di Franco Sansone, Enzo Belvedere, ha accolto l’assoluzione del suo assistito dichiarando che “una sentenza favorevole, che era attesa da tempo, e sapevo che questa era la giusta conclusione. Assolto per non aver commesso il fatto, questa è la soddisfazione massima ma, nello stesso tempo, penso al dolore del mio assistito che per tanti anni si è visto ingiustamente imputato di due barbari delitti che non ha mai compiuto. Quindi, oggi è il giorno della soddisfazione, ma anche dei ricordi di una storia tragica”.

Reazione invece delusa e sconfortata per la famiglia Lanzino, che dopo 27 anni, si ritrova a piangere la scomparsa prematura di una giovane donna piena di vita e devono fare i conti anche con una giustizia che tarda ad arrivare. Ma le indagini non sono finite. Infatti si concentreranno adesso sulle tracce di liquido seminale che fu rinvenuto sul corpo della vittima e sulle quali la Procura di Paola avvierà nuove indagini, per trovare al più presto una risposta ad un delitto tanto atroce che ha messo fine ad una giovane vita.