“La Calabria vuole un’Europa che significhi futuro, speranza, prospettiva comune”

9 maggio giornata europeaIl 9 maggio 2015 si festeggia la Giornata dell’Europa e quest’anno segna  il 65° anniversario della Dichiarazione di Schuman, da cui nacque l’Unione. Lo afferma Guido Leone già dirigente  tecnico USR Calabria.

Se i “padri dell’Europa”, da Schuman a De Gasperi, da Adenauer a Spinelli, a soli cinque anni dalla più grande tragedia dell’umanità che fu la Shoa, ebbero l’ambizione, il coraggio e la determinazione per pensare qualcosa che sembrava allora impossibile, come la realizzazione di una comunità tra popoli che fino a poco tempo prima si erano fatti la guerra,mentre il continenteoggi è spaccato con il ritorno, ad est, di conflitti etnici e ad ovest una Unione che non crede in sé, la classe dirigente e politica di oggi, i cittadini europei tutti, devono avere altrettanto coraggio e determinazione nel confermare e rilanciare l’idea di Europa. E dobbiamo farlo con il coraggio di cambiare le politiche europee di oggi e di costruire quell’Europa che non c’è, restituendo alle giovani generazioni una speranza per il futuro. E  intanto che l’idea dell’Europa nei cuori e nelle menti di noi Italiani si stia affievolendo lo testimonia il recente rapporto sull’Italia di Eurobarometro. Innanzitutto dal sondaggio emerge che gli italiani (41%) sono più pessimisti degli europei (28%); questo dato fa riflettere se si aggiunge che il 51% afferma di non sentirsi neppure cittadini dell’UE e il 67% dice di non conoscere i suoi diritti di cittadino europeo. Percentuali spesso determinate dalla scarsa informazione sui temi europei: il 68% degli italiani vorrebbero saperne di più. Sostanzialmente gli italiani vogliono conoscere il funzionamento dell ‘UE e riconoscono i valori importanti quali pace, democrazia e diritti umani ma in realtà non sanno bene dove e come cercare le informazioni. E’ sempre la televisione, in ogni caso, il principale mezzo di informazione in Italia: secondo il 54% degli intervistati, il ‘piccolo schermo’ copre sufficientemente le questioni dell’UE.

Non scalda certo i cuori poi la triade Commissione Europea, Parlamento Europeo e Banca Centrale: nessuna di queste istituzioni sembra godere di particolare fiducia da parte dei cittadini italiani ed europei in generale, ma di base c’è una forte inconsapevolezza di come funzionano e di cosa fanno per aiutare la vita del cittadino europeo: il 56% dice di non sapere in che modo funziona la Ue, il 72% si dichiara mal informato sugli affari europei. Il 67% del campione italiano dice di non conoscere i suoi diritti di cittadino europeo. Infine, per gli italiani, il problema dell’immigrazione diventa sempre più centrale, e segue alla disoccupazione e alla situazione economica come priorità da risolvere: il 73% invoca una politica unica della Ue sul tema, soprattutto in ottica difensiva. La costruzione politica dell’Europa non é stata fin qui e non sarà certamente per il futuro il risultato dell’egemonia politica o militare di qualche potenza dominante. La costruzione dell’UE può e deve essere, il risultato di una capacità di condivisione di regole e principi e di una cultura politica democratica partecipata. Questo rimanda al concetto di cittadinanza europea, alla costruzione di noi stessi, di noi tutti, come cittadini dell’Europa attraverso nuove reciproche relazioni.

Ora, non vi è chi non veda e riconosca indispensabile, nella nuova fase politica in cui è entrata la costruzione dell’Europa, la funzione della scuola, perché essa dipenderà anche dalla possibilità che si realizzi un grande spazio europeo dell’istruzione e della formazione, senza il quale sarà difficile costruirla. E allora  insegnare l’Europa non sembri una cosa risibile o inutile. La nuova Europa di questo decennio dovrà irrobustirsi nelle scuole contro i tentativi dei disfattisti ed un antieuropeismo nascente. Gli ambasciatori di questa Europa saranno i giovani. Non sono slogan, ma la pura e semplice realtà. Anche la scuola calabrese è chiamata a far crescere negli studenti il processo di identità e di cittadinanza e lavorare su processi legati agli aspetti giuridici e istituzionali. Ora va di moda parlare male dell’Unione Europea, criticare con forza la sua mancata coesione, il disimpegno su problematiche come l’immigrazione, la sua moneta forte e debole nello stesso tempo. Certo tutto questo è legittimo ma forse dovremmo anche ricordare l’enorme investimento fatto dall’UE in particolare nel mondo della scuola con i Fers 2007/2013, cui hanno attinto numerose scuole reggine e calabresi. Non vedo come, con quali altri soldi , le istituzioni scolastiche avrebbero potuto sviluppare azioni significative per rafforzare le attività formative degli allievi. Per altro sono già pronti i nuovi finanziamenti del Fondi strutturali europei che interesseranno anche la Calabria , insieme a Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata, quali regioni meno sviluppate, per un importo pari al 70% di 3 miliardi euro, mirati al contrasto alla dispersione scolastica, potenziamento delle competenze chiave, alternanza scuola-lavoro, formazione professionale dei docenti, competenze dei docenti in ambiti specifici, promozione delle eccellenze, attività laboratoriali, sviluppo dei CPIA (Centri per l’Istruzione degli adulti) e rafforzamento delle competenze degli adulti. Altro ambito di intervento sarà quello del potenziamento delle dotazioni tecnologiche e degli  ambienti di apprendimento.  Anche l’ Ufficio scolastico regionale per la Calabria avrà una struttura idonea e personale dedicato per garantire supporto alle scuole e l’efficacia delle attività programmate dalle istituzioni che decidono di sfruttare le opportunità offerte dai Fondi Ue.

Certo, con la nuova programmazione si aspettano risultati più incisivi e non tutto è stato utilizzato al meglio, ma cosa mai avrebbe potuto fare da sola nostra poverissima scuola. Ci confortano, intanto, gli ultimi dati che danno in controtendenza i valori relativi all’utilizzo dei fondi UE nella nostra regione. La gestione delle risorse, che va rafforzata, resta tuttavia una sfida ancora complessa che la Calabria può e deve vincere. Anche i nostri giovani ,come i coetanei europei sono di fronte ad un bivio: o fare il salto dell’integrazione o mancare la propria vita e diventare la generazione del definitivo declino europeo; capendo , insomma, una buona volta per tutte che l’Europa di oggi e del domani non potrà essere realizzata senza o contro i giovani. Così come la deputazione europea della nostra circoscrizione elettorale, ma non solo, anche le nostre deputazioni nazionale e regionale, dovranno farsi carico in Europa di veicolare un messaggio forte e chiaro e contribuire a riempirlo di contenuti e azioni sociali, politiche, culturali ed economiche. Non si costruisce l’Europa senza e tantomeno contro il Mediterraneo,dove la nostra Calabria svolge la funzione di regione cerniera a cavallo di due grandi culture.