Calabria: “una regione in gionocchio, è vera emergenza”, le parole di Lucà

Salvatore Lucà scrive una lettera aperta per denunciare la situazione di crisi in cui sopravvive la Calabria

Oliverio (1)L’Onorevole del partito “Compagnia dei democratici” Salvatore Lucà scrive una lettera aperta a tutti i calabresi. La sintesi della lettera sta nel titolo che egli gli accosta, ossia: “la Calabria è in ginocchio – E’ vera emergenza!”. Ecco la lettera.

Ormai la Calabria vive una vera emergenza, isolata dal resto del Paese, la maggior parte delle Famiglie e Imprese calabresi subisce un disagio  inenarrabile e inaccettabile, facendo grandi sforzi a resistere sul campo per  poter condurre  un’esistenza che di dignitoso, vi assicuro,  ha ben poco.  

Sembra che pochissimi, quasi nessuno,  si accorgano di questo gravissimo CASO CALABRIA,  una Regione che probabilmente il Governo centrale con i suoi fedelissimi corregionali fa finta di non vedere e di non sapere.

Purtroppo, la nostra Regione è praticamente  commissariata, incapace di portare avanti un’attività amministrativa decente, anzi quella attuale  alimenta quotidianamente  una crisi drammatica che stà rendendo la vita difficilissima a tutti i nostri corregionali.

Ove non bastasse la situazione gravissima della  sanità, dei rifiuti, della depurazione, del porto di Gioia Tauro, dei fondi comunitari, della burocrazia super devastante,  negli ultimi mesi si è aggiunto anche il gravissimo isolamento autostradale che se dovesse continuare ancora per altri pochi mesi,  a fine anno diventeremo certamente un territorio da terzo mondo , tanto per essere positivi e non catastrofisti!

Il Governatore Oliverio, la sua mini Giunta, il Presidente Scalzo, il Consiglio Regionale evidentemente non riescono a portare avanti quelle attività amministrative e istituzionali idonee per una Regione in vero stato di emergenza e  depressa  in tutti i settori più importanti e nevralgici  che oggi per, riprendere un’uscita da questo tunnel negativissimo, hanno   urgente necessità  di mettere in campo un tempismo e  un’attenzione fuori dal normale.

Una  emergenza seria e gravissima che probabilmente la quasi totalità degli addetti ai lavori stanno prendendo gravemente sottogamba, producendo uno stato sociale  in forte depressione che  da qui a poco  non sarà più sopportabile e accettabile  se non si dovesse ricorrere ai ripari subitamente.

Malgrado i tanti annunci della politica nazionale e locale per quanto riguarda la mobilità, dalla società unica regionale per la gestione degli aeroporti calabresi, alla ripresa veloce  dei lavori per ripristinare il collegamento interrotto a Laino Borgo e a un interesse  alla mobilità ferroviaria e marittima che dovevano e potevano contribuire alla buona riuscita delle tante iniziative annunciate  per gli altri settori produttivi, oggi  ci ritroviamo soli, isolati e abbandonati da tutto e tutti.

L’EXPO e  la prossima stagione estiva che potevano e dovevano  rappresentare grandi occasioni e momenti di  particolare  sviluppo e  benessere anche  per tutti  i calabresi, addirittura, se dovessimo continuare su questo trend negativo, si manifesteranno  in  fattori di grande discrimine nei nostri confronti perché  alimenteranno considerevolmente le nostre negatività ed evidenzieranno  le grandi differenze sociali ed economiche  col resto del Paese con conseguenze che non voglio proprio immaginare.

Personalmente,  operatore economico per tantissimi anni e addetto da tempo a cercare di rappresentare e accompagnare, nel miglior modo possibile, famiglie e imprese,  insieme ai tantissimi  amici che mi seguono spassionatamente da tanti anni,  ci sentiamo abbandonati e praticamente impossibilitati anche  a rimboccarci  le maniche perché le condizioni generali e le politiche attuate  della nostra Regione e dal Governo centrale  non lo consentono per le ragioni sopraelencate e non solo.  

Ripensate ancora  per un attimo,  se dovessimo  passare questa prossima stagione estiva  con l’isolamento attuale,  a fine anno potremo ancora parlare di una Calabria in ripresa o di un territorio ancora vivibile? ci credo poco, anzi spero di sbagliarmi ma la mia discreta  esperienza  mi impone doverosamente  di pensare diversamente e molto negativamente.

Auspico vivamente  che la politica, ai vari livelli e a prescindere dalle appartenenze, si svegli e, fuori da ogni polemica personale e generale,  si  dia da fare  per riavviare  seriamente  la macchina istituzionale e amministrativa  regionale e nazionale, in caso contrario per i calabresi sarà un vero disastro”.