Bologna: confisca per oltre 4 milioni di euro a pregiudicato pugliese

L’odierna confisca rappresenta l’ultimo tassello di una complessa indagine economico-finanziaria, avviata da oltre un anno, e segue un provvedimento di sequestro, emesso nel marzo del 2014

dia-3La Direzione Investigativa Antimafia di Bologna ha assestato un nuovo colpo nella lotta all’accumulo illecito di patrimoni da parte della criminalità organizzata.
Il personale della D.I.A. emiliana ha eseguito il decreto di confisca di beni, emesso dal Tribunale di Taranto, nei confronti di Girolamo CONTE, pregiudicato quarantanovenne di origine pugliese, residente in provincia di Modena.
Sono state confiscate alcune unità immobiliari, ubicate a Castelnuovo Rangone (MO), 3 società aventi sede in provincia di Modena, nonché alcuni veicoli, tra cui due “Limousine”, e rapporti bancari, per un valore complessivo che supera i 4 milioni di euro.
Il provvedimento accoglie in pieno l’impianto investigativo della D.I.A., che ha accertato la sproporzione tra la reale ricchezza e i redditi dichiarati dal nucleo familiare di CONTE, giungendo a dimostrare la provenienza illecita dei beni accumulati nel tempo. L’odierna confisca rappresenta infatti l’ultimo tassello di una complessa indagine economico-finanziaria, avviata da oltre un anno, e segue un provvedimento di sequestro, emesso nel marzo del 2014 dallo stesso Tribunale.
Nato in Germania, ma di fatto cresciuto e vissuto fino al 1999 in provincia di Taranto, CONTE si era ben inserito nei circuiti illeciti, riuscendo nel tempo ad assumere un ruolo significativo all’interno di una delle organizzazioni criminali operanti nel territorio pugliese.
Noto alle Forze di Polizia sin dall’inizio degli anni Novanta e più volte indagato anche per reati connessi al traffico di stupefacenti, CONTE, agli inizi degli anni duemila si è trasferito in Emilia-Romagna, dove ha esercitato attività imprenditoriali.
Nel provvedimento di confisca appena notificato, tra l’altro, si legge: “[...] è risultata provata in capo al proposto la disponibilità diretta e indiretta dei beni oggetto di sequestro, la sproporzione tra il loro valore il reddito dichiarato e l’attività economica svolta, ovvero in alternativa la loro provenienza illecita da continuata evasione fiscale sicchè, in assenza di dimostrazione circa la loro legittima provenienza, deve essere disposta la confisca di tutti i beni in sequestro [...]”.