Aeroporto di Reggio chiuso: tra disservizi, rinvii ed esasperazioni

Sfogo su facebook da parte di Enzo Cuzzola, il quale racconta l’odissea del suo ritorno a Reggio a causa dei disservizi della compagnia di bandiera italiana dopo il blocco dello spazio aereo su Reggio

AlitaliaSfogo su facebook da parte di Enzo Cuzzola, il quale racconta l’odissea del suo ritorno a Reggio a causa dei disservizi della compagnia di bandiera italiana dopo il blocco dello spazio aereo sulla città causato dalle ceneri dell’Etna. “Ieri sera arrivato a Fiumicino da Cagliari, in attesa del volo AZ01161 per Reggio, salgo al self service a mangiare un boccone, dopo una intera giornata di quasi digiuno. Mai boccone fu più amaro, infatti appena mi siedo mi arriva un messaggio “il volo AZ01161 del 15/05 è stato cancellato. Ci scusiamo per il disagio. Il Customer Center La contatterà a breve per ulteriori dettagli.”. Lascio il pasto e corro ai banchi transiti per capire cosa fosse successo, infatti mi sembrava strano che l’inagibilità del T3 ed il guasto al radar di Ciampino avessero potuto determinare la cancellazione di un volo “in continuità territoriale”. Al banco transiti una ressa indicibile. Nell’attesa cerco di contattare il Customer Center, l’operatore mi risponde che il volo è operativo, allora spiego del messaggio, conclusione “Le sarà arrivato da un altro sistema, più aggiornato del mio, la ricontatteranno sicuramente”. Nessun contatto da parte di nessuno. Al banco transiti finalmente riesco a parlare con una operatrice la quale, candidamente, invita me ed altri passeggeri diretti a Reggio, li astanti, a servirci di un treno, dato che l’aeroporto di Reggio è chiuso “causa Etna” e non si sa se sono operativi i voli del giorno dopo. Chiediamo ospitalità in albergo, non se ne parla. Chiamo il mio amico aeroporto dello strettoAntonello, che ogni venerdì prende quello stesso volo per tornare a casa, mi dice essere in sala”Freccia Alata” esterna ai varchi di sicurezza e mi invita a raggiungerlo in fretta perché li c’era possibilità di essere riprotetti su Lamezia. Ottengo l’imbarco sul volo per Lamezia, successivo a quello di Antonello, perché la tastiera del pc della operatrice alla quale mi sono rivolto non funziona assolutamente e non fa in tempo, senza ovviamente alcuna sua responsabilità, dato che il “ fantomatico” Centro le chiude “il volo in faccia”. Chiamo alcuni amici che erano rimasti all’interno della zona partenze per invitarli a fare altrettanto. Ripasso i controlli di sicurezza e torno al gate B1, posto proprio nelle adiacenze del banco transiti, qui una operatrice che ci sembra tanto esserne la responsabile ci comunica che “il volo sul quale eravamo riprotetti non si sapeva se avesse operato o fosse stato cancellato anche quello” lo avremmo saputo solo in prossimità dell’imbarco. Alle 22 e 20 circa mi chiama Antonello, sul suo volo c’erano dodici posti liberi, corro, assieme ad altri amici, al gate B7, gli operatori dicono che il volo è chiuso. Chiedo perché non hanno avvisato il centro che c’erano posti liberi, dato che molti passeggeri sarebbero rimasti a Roma anche con il volo successivo, nessuna risposta, tranne “volo chiuso”. Intorno alle 23, mi accorgo della presenza di un Magistrato catanzarese scortato dalle Fiamme Gialle, mi avvicino per capire se egli sapesse qualcosa in più di noi, squisitamente mi confida di no, però si attiva subito, grazie alla scorta, e riesce ad ottenere maggiori informazioni, saremmo partiti appena giunto il volo da Palermo, non ancora decollato dal capoluogo siculo, sempreché l’equipaggio non avesse rifiutato di sforare le ore di volo. Intanto nessuna chiamata riceviamo, né gli altri né io, dal Customer Center. Nessun annuncio da parte di nessuno, nessuna presenza al gate, tanto che gli uomini di scorta del “garbatissimo e disponibilissimo” Magistrato si dicono indignati quanto noi, altri passeggeri. Intanto il volo si alterna sul tabellone del gate B1,Foto_Catania_Calcio_in_partenza_da_aeroporto_dello_stretto quasi in un improbabile antagonismo, con quello per Linate. Tanto che fra i passeggeri dei due voli si familiarizza una incazzatura comune. Finalmente il volo viene fissato per le 1.20. Chiediamo alla “responsabile” del banco transiti notizie circa la presenza, a Lamezia, di un pullman che ci possa condurre a Reggio. Poverina ( e colgo l’occasione per affermare e confermare che il personale di front line Alitalia si è sempre mostrato garbato, così come gli equipaggi, anche quando la tensione saliva, sia per noi sia per loro) ci confida di saperne meno di noi, perché in attesa di una conferma da parte del capo scalo di Lamezia, conferma che non arriva mai, per cui molti di noi scomodano amici e parenti per essere raggiunti a Lamezia, dove peraltro poi il pullman c’era. Giungiamo a Reggio più o meno all’alba, chi con il pullman, chi con mezzi di amici, chi con mezzi propri. Con una certezza indubbiamente gli operatori di Alitalia si prodigano instancabilmente, spesso impotenti, ma per quanto riguarda i loro vertici, se andassero a zappare, i cetrioli gli verrebbero “storti”, certamente a manico di ombrello!”