34 anni fa l’attentato a Giovanni Paolo II: tra segreti e misteri

Un attentato sul quale non è stata fatta chiarezza fino in fondo. Un gesto dietro al quale si nascondono complicità non ancora svelate

Giovanni-Paolo-IIUn attentato sul quale non è stata fatta chiarezza fino in fondo. Un gesto dietro al quale si nascondono complicità non ancora svelate. Il 13 maggio del 1981, alle 17,19, papa Giovanni Paolo II venne colpito da due colpi di pistola sparati dal turco Ali Agca mentre, a bordo della sua auto scoperta, stava salutando i fedeli accorsi per l’udienza generale. Il Pontefice, trasferito d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma, riportò gravi ferite e fu subito sottoposto ad un delicato intervento riuscendo a sopravvivere. Un evento tragico che ha aperto la strada ad indagini che, però, non sono state in grado di fare piena luce sul tentato omicidio di Papa Wojtyła. Ali Agca fu subito arrestato e condannato all’ergastolo. Da parte sua, invece, il Papa iniziò un vero e proprio calvario medico: dopo essere stato dimesso dall’ospedale, il 3 giugno del 1981, fu nuovamente operato il 5 agosto dai medici del Gemelli. Sul fronte delle indagini, invece, si arrivò alla conclusione che il giovane che sparò contro il Papa, allora poco più che ventenne, fosse collegato ai ‘lupi grigi’, un movimento estremista nazionalista turco, cui fu attribuita inizialmente la paternità dell’evento. Nel corso delle indagini, comunque, non fu esclusa del tutto l’idea di un complotto messo in atto dai servizi segreti di alcuni paesi dell’Est. A complicare ancora più il quadro dell’inchiesta, fu anche lo stesso Agca che ha fornito versioni contraddittorie dei fatti, collegando anche la sua detenzione alla sparizione di Emanuela Orlandi , la cittadina vaticana scomparsa nella Capitale il 22 giugno del 1983. A più di due anni dall’attentato di piazza San Pietro, nel Natale del 1983, Giovanni Paolo II volle incontrare in carcere Agca perdonandolo per quanto aveva compiuto. La grazia, per il giovane turco, fu concessa invece nel 2000, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ali Agca fu estradato dall’Italia e condotto nel carcere turco di Kartal nel quale finì di scontare la pena di dieci anni di reclusione per l’assassinio del giornalista Abdu Ipekci, avvenuto nel 1979. Nel dicembre dello scorso anno, infine, l’ex lupo grigio ha reso omaggio alla tomba di Giovanni Paolo II, divenuto nel frattempo santo, con un mazzo di fiori in mano chiedendo di essere ricevuto da Papa Francesco. L’uomo è stato poi fermato per un controllo dei documenti nell’Ispettorato vaticano ed espulso dall’Italia dal momento che vi era entrato senza un visto.