Lo “strano caso” di Sebi Romeo e quella manovra per candidare a sindaco il nipote del boss

Nuova bufera sul Partito Democratico Calabrese

Seby RomeoIl Meet up Reggio Calabria Città Metropolitana del Movimento 5 Stelle denuncia come “paradossale” la situazione che vede esplodere una nuova bufera sul Partito Democratico Calabrese, dopo lo “strano emendamento” di Sebi Romeo che “sembra aver favorito qualcuno“, riguardo alla insperata possibilità che si apre al revisore dei conti, Francesco Malara, grazie al provvidenziale intervento di Sebi Romeo in Consiglio Regionale. L’anelito del Malara di candidarsi alla carica di primo cittadino di Santo Stefano d’Aspromonte, con una lista che è stata denominata “Risorsa Comune“, sarebbe rimasto un sogno irrealizzabile ma il suo capogruppo PD ha provvidenzialmente pensato di emendare la legge regionale 2/2013 che non consente, pardon, non consentiva ai revisori dei conti di ricoprire cariche politiche. Avrebbe dovuto, il Malara, lasciare la sua poltrona a palazzo Campanella. Romeo ha modificato le regole per i Comuni di popolazione inferiore ai 5000 abitanti ed il Consiglio ha ratificato, consentendo al Malara di poter essere contemporaneamente Revisore dei Conti e sindaco di Santo Stefano. A emendamento approvato, il Malara ha formalmente chiesto alla Prefettura, alla Procura e ai Carabinieri di verificare i criteri di “eleggibilità, candidabilità e moralità” della sua lista. Malara è già stato Sindaco di Santo Stefano, ma poi fu arrestato e il Consiglio Comunale sciolto per ‘ndrangheta. Malara, nipote del noto boss di Santo Stefano Rocco Musolino, è stato poi assolto da tutte le accuse, ma certamente la scelta del Partito Democratico di ricandidarlo a Sindaco dopo quanto accaduto, cozza con l’opportunità politica. E’ come se a Reggio il centro/destra ricandidasse a Sindaco Demi Arena: vi immaginate le barricate del Pd?