Spari tribunale Milano, i metal detector funzionavano: Giardiello ha usato un tesserino contraffatto?

Smentite le voci sul malfunzionamento dei metal detector del tribunale: i sistemi erano perfettamente funzionanti

Gian Mattia D'Alberto / lapresse

Gian Mattia D’Alberto / lapresse

Erano tutti funzionanti i metal detector al tribunale di Milano. E’ quanto si apprende da fonti bene informate. L’ultima verifica era stata fatta a inizio aprile.
L’autore della strage al palazzo di giustizia di Milano potrebbe essere entrato nell’edificio con un tesserino contraffatto. Lo ha ipotizzato Emanuele Perego, un avvocato penalista che frequenta il palazzo di giustizia da anni. Il legale, che si è rifugiato subito dopo la sparatoria al settimo piano in un ufficio della Cancelleria insieme ad altri colleghi, ha escluso che Claudio Giardiello possa essere stato fatto entrare, come cliente, da un avvocato, saltando i controlli. “Escludo che un avvocato possa aver detto alle guardie di aver fatto passare un cliente”, ha spiegato aggiungendo che, anche se, secondo la voce che è circolata, il metal detector di un altro ingresso fosse stato guasto, il cliente sarebbe stato indirizzato ad un’altra entrata. L’avvocato ha poi affermato che gli è stato riferito da molti che il giudice Fernando Ciampi non era nella sua stanza ma è stato trovato morto nella stanza del personale.