Sgominata una banda dedita al traffico di droga: arrestato un reggino

Un agente “sotto copertura” ha incastrato la gang formata da brasiliani, italiani e albanesi che tra la Toscana e il Brasile gestiva il traffico di cocaina purissima

CocainaUn agente “sotto copertura” del Gico della Guardia di finanza ha incastrato la gang formata da brasiliani, italiani e albanesi che tra la Toscana e il Brasile gestiva il traffico di cocaina purissima per cui è in corso da stamani l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 14 persone. L’agente per alcuni mesi ha mantenuto i contatti con alcuni dei membri dell’organizzazione criminale dichiarandosi disponibile ad acquistare cocaina al momento che ce ne fosse stata la disponibilità dal Brasile. Questa iniziativa investigativa più le attività di intercettazione e i metodi classici di osservazione e pedinamento hanno permesso alla Guardia di finanza di Firenze di ricostruire il traffico di cocaina. Al vertice della gang una brasiliana di 34 anni che si occupava di reperire lo stupefacente tramite fornitori stanziati nel suo Paese di origine; inoltre con i complici si occupava di finalizzare il traffico verso bande di spacciatori, attivi prevalentemente nel Pisano e nel Pistoiese, per la vendita finale ai cocainomani. Fra i complici della brasiliana l’ex marito, un italiano nullafacente abitante a Pontedera, e la sorella di questo, più l’attuale convivente albanese. La brasiliana era già stata arrestata all’inizio delle indagini ma poi, dagli arresti domiciliari, ha continuato a gestire il traffico per rifinanziare le perdite di cocaina subite con i primi sequestri della Gdf. Dalle indagini è anche emerso che fratello e sorella residenti a Pontedera erano addetti all’individuazione dei finanziatori delle singoli spedizioni delle partite di cocaina. Coinvolto anche un altro italiano, una guardia notturna di un supermercato di Lucca, calabrese originario di Taurianova, nel reggino, ma residente ad Altopascio, tra i primi membri della gang, avvicinato proprio dall’agente sotto copertura già nel 2012. Lo spaccio era invece gestito da albanesi, in particolare due residenti nella provincia di Pistoia che finalizzavano la cocaina in Toscana. Nella conferenza stampa, presieduta dal procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, e dai colonnelli Adriano D’Elia del Nucleo di polizia tributaria di Firenze, e Raimondo Galletta del Gico di Firenze, è stato anche evidenziato che il gruppo faceva arrivare dal Brasile la cocaina nascondendola nei doppi fondi delle valige imbarcate su voli internazionali senza prendere particolari precauzioni, se non quella di avvolgere i panetti di droga in coperte ed abiti. Anche così, è stato possibile effettuare, nel tempo, dei maxi sequestri fra cui 40 kg all’aeroporto di Malpensa il 15 agosto 2012, 20 kg a San Paolo del Brasile il 9 settembre 2012, 15 kg il 10 ottobre 2012 a Fiumicino e 2 kg il 7 giugno 2013 in Brasile. In quest’ultimo caso il corriere trasportava la droga nella biancheria intima, ma è stato scoperto.