Se Scopelliti ha fallito, Oliverio è sulla buona strada: ecco a voi la “rivoluzione” che non c’è…

A 5 mesi dalla vittoria del centro-sinistra, la Regione Calabria è in una stasi imbarazzante. Oliverio ed il Pd nicchiano tra polemiche, urla e litigi

consiglio regionaleMario Oliverio ed i suoi fedelissimi avevano giurato: “dopo l’approvazione dello Statuto in seconda lettura sarà definita e completata la Giunta”, “entro Pasqua i nuovi assessori”. Ebbene queste promesse, cosi come tante altre (“faremo una rivoluzione”), sono state assolutamente disattese. La Giunta è rimasta la solita con Guccione, De Gaetano, Ciconte, nessuna presenza femminile ed ancora incompleta nel silenzio più assoluto di media ed opposizione impegnata nei litigi interni, Forza Italia in primis e con un Nuovo Centro Destra pronto a “sostenere” l’esecutivo targato Oliverio.

OLIVERIOLa “rivoluzione” tanto decantata dal governatore ancora non si è vista: immobilismo amministrativo e tour per la Calabria sono le uniche prerogative di Oliverio. “Andiamo in giro ad ascoltare le persone” affermano dal suo staff: ma questo non è un lavoro che già era stato fatto in campagna elettorale? Sembra, invece, un qualcosa per prendere tempo rispetto all’impasse generale.

Oliverio, tra l’altro, è stato anche abbandonato dal governo a lui amico: la nomina di Scura a commissario della sanità è uno “sgarbo” targato Renzi-Lorenzin. Insomma, basta con polemiche, basta tatticismi, basta parlare di De Gaetano, Lanzetta, Pd, correnti… Adesso è arrivato il tempo di “fare”, muoversi magari anche rischiando di sbagliare, ma “fare”. Lo stato di cose presenti è assolutamente negativo, più in basso di cosi è difficile arrivare con una disoccupazione ai massimi storici, una sanità al collasso, un “sistema Calabria” che va a rotoli. Urge uno slancio positivo per risollevarsi da una tempesta che stenta a finire. Oliverio si “isoli” rispetto ai soliti distruttori e tenti di “cambiare le cose“, se ci riesce: ha vinto e ne ha diritto. Altrimenti alzi da subito bandiera bianca.