Caos al pronto soccorso di Reggio: “pazienti spazientiti, medici stressati e infermieri stremati”

Sanità in coma, pazienti spazientiti, medici stressati e infermieri stremati! Questa la sintesi che “calza” anche per il Pronto Soccorso di Reggio

osp-riuniti-rep2di Gepy La Piana- Le aspettative di chi vi giunge e dei parenti al seguito del soccorrendo sono identiche per tutti, ma non si concretizzano come si vorrebbe, purtroppo. La patologia del proprio parente è ritenuta sempre grave e prioritaria rispetto ad altri in attesa di ricevere le cure del caso. Al triage l’infermiere di turno non ostenta a nessuno professionalità e comprensione. Il termine triage deriva dal verbo francese “trier” e significa scegliere, classificare e indica quindi il metodo di valutazione e selezione immediata usata per assegnare il grado di priorità per il trattamento quando si è alla presenza di molti pazienti. L’ascolto del malato e dei parenti pertinenti la problematica per cui si chiede soccorso, agevola la prima anamnesi da cui scaturisce l’assegnazione del codice: rosso: molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure; codice giallo: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita; codice verde: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili; codice bianco: non critico, pazienti non urgenti. Il Pronto soccorso di Reggio Calabria, forse, ha una storia a se! Appena dentro lo spazio antistante l’ingresso, ricavato con una struttura tutta in gomma e plexiglass, si avverte un nauseabondo odore di tabacco che, sia malati che non fumatori, sono costretti a inalare prima dell’accesso appunto al triage. In questo spazio fumano (e non potrebbero secondo la normativa che lo vieta) i parenti in attesa di notizie, ma anche gli stremati infermieri in quei pochissimosp-riuniti-repi minuti di apparente calma, così come gli uomini della Vigilanza. Mi soffermerei, a giusta ragione, su questi lavoratori che garantiscono ordine e incolumità a tutti gli operatori sanitari. Fanno il loro dovere e gestiscono bene ogni probabile criticità. Ecco la “nota dolente” che riguarda gli incolpevoli Vigilanti. Non avendo un loro spazio per compiere le funzioni cui sono preposti, sostano proprio nel piccolo triage. La loro presenza in quest’ambito costituisce una vergognosa violazione alla privacy dei pazienti che, come detto, riferiscono all’infermiere professionale dati anagrafici, patologie sofferte e quant’altro perché possa classificare il grado di priorità per il trattamento. E’ facilmente immaginabile il grande imbarazzo che in questo caso prova il paziente. Si consideri pure che al pronto soccorso giungono anche bambini che non possono non notare il Vigilante e la pistola che porta al fianco che accresce il loro stato di paura e di ansia. La costante presenza dei Vigilanti nello spazio triage è consentita dalle norme sanitarie vigenti? La domanda troverà risposta? Conclusasi la prima valutazione al triage con l’assegnazione del codice, pazienti e parenti sono invitati ad accomodarsi in sala d’attesa. Sala d’attesa ??? Piuttosto angusto spazio non sufficiente nemmeno, talvolta, per i pazienti! Sala d’attesa esposta a correnti d’aria, piccola e attigua ad un mini servizio igienico da rabbrividire e non conforme alle norme. In sala d’attesa scorgo vari avvisi incorniciati. Leggendo noto una precisazione a proposito di esenzione da ticket, che pressappoco recita così: esente chi è vittima di vaccinazioni! L’indicazione sembrerebbe affermare che le vaccinazioni possano quindi procurare delle conseguenze tali da causare patologie ritenute poi esenti appunto da ticket! Sarà così? Rimarrò in attesa di risposta (?). I medici, pochissimi e apprezzabili per abnegazione e professionalità, sono coadiuvati benissimo da infermieri poco gratificati, sia moralmente sia economicamente (ciascuno di essi vale tre). Carrozzine rabberciate e “recuperate” in tutta fretta qua e là, così come alcune barelle. Sono presente nel luogo: Interrogo e mi domando! Comprendo che la situazione è veramente difficile e con l’andar del tempo si aggraverà certamente. Apprendo che si sta allestendo un nuovo pronto soccorso che sarà certamente più adeguato e conforme alle esigenze. I miei interrogativi proseguono: con gli stessi medici e infermieri dal punto di vista numerico? Con le stesse modalità di ricezione e accoglienza? Sono invece certo che la direzione sanitaria troverà adeguate risposte anche perché le rappresentanze sindacali sono attente e propositive in ogni azione che promuovono per le migliori sorti degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria: tagli permettendo! A coloro che “abitano i piani alti” della politica domando se ritengono sufficiente un solo pronto soccorso per tutta l’area metropolitana di Reggio Calabria! Giungerà la risposta? I “punti si sutura” non bastano, l’emorragia sembrerebbe inarrestabile: stiamo perdendo il paziente!