Reggio: “positiva la firma del protocollo d’intesa tra le città dello Stretto”

Pdci: “un protocollo che apre un dialogo tra le due sponde; una firma che consentirà alle città delle due sponde interscambio di servizi, di culture, di economie”

Giornata dello Stretto (14)“Ieri mattina in mezzo allo Stretto, su una nave, le Amministrazioni Comunali di Messina e di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni (ed anche dei paesi limitrofi). Hanno firmato il Protocollo d’Intesa che ha dato avvio e corpo a quell’idea antica e finora mai realizzata conosciuta come “Area Integrata dello Stretto”. Un protocollo che apre un dialogo tra le due sponde; una firma che consentirà alle città delle due sponde interscambio di servizi, di culture, di economie. E’ un evento importante soprattutto per i tanti come me (per la verità è un’idea che viene da lontano e che ha mosso tante iniziative del PCI e della Sinistra Reggina e Messinese) che da decenni hanno ritenuto lo Stretto di Messina, non un diaframma segno di divisioni ma semmai hanno visto questo pezzo di mar Mediterraneo come un’opportunità di crescita per i nostri popoli. La soddisfazione è stata purtroppo compressa, superata dalla notizia di questa ennesima tragedia riportata da tutti i mass-media. Un’ennesima sciagura che vede il Mediterraneo come un enorme bacino di morte. No. Non si può rimanere indifferenti davanti a queste continue tragedia. La fuga dai paesi africani devastati da guerre, epidemie, povertà stà trasformando questa epoca in una tragedia senza confini. Prima o dopo qualcuno dovrà spiegare cosa è successo in quei paesi nell’ultimo quinquennio.” afferma in una nota la federazione reggina del Pcdi. “Quelle morti hanno una radice in scelte scellerate di carattere imperialista, fatte da Stati cosiddetti civilizzati come Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Russia, (e forse anche il nostro Stato) che hanno pensato di utilizzare quelle zone di povertà per sfruttamento delle materie prime, per vendere armi, per riversare rifiuti di ogni tipo (in maniera legale ed illegale). Hanno radici – continua la nota- in scelte di capitalismo\finanziario becero, brutale che ha dimenticato che in quelle terre vi erano persone, donne, uomini, bambini ma ha guardato con occhio miope solo al business! Oggi, però dobbiamo pensare ai migranti. Dobbiamo svegliare le coscienze proprio di quelle grandi potenze, a partire dall’Europa, che non possono mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo. Non basta il monito del Papa; quantomeno non deve rimanere isolato. Non basta che la Regione Sicilia abbia deciso una giornata di lutto. Quelle centinaia di morti – prosegue- devono essere un problema di coscienza per tutti. Primi tra tutti, noi che siamo la sponda di quell’Africa che muore nel Mediterraneo; siamo la punta più avanzata nel Mediterraneo. Potremmo, per esempio anche noi promuovere una giornata di lutto. Potrebbe farlo la città di Reggio Calabria. Potrebbe farlo la Regione Calabria. Potremmo ipotizzare che la vita delle nostre comunità si fermi per alcuni minuti. Potremmo ipotizzare che alla stessa e medesima ora si spengano le luci in tutte le nostre città. Potrebbero le Chiese delle nostre città in contemporanea suonare le campane a lutto. Potrebbero nella stessa ora tutte le navi che attraversano il Mediterraneo suonare le trombe. Insomma un esempio corale e collettivo per dimostrare che quei morti non sono altri ma sono fratelli e sorelle nostre. Penso che questi piccoli ma importanti esempi possano contribuire a svegliare le coscienze di chi può decidere ed adottare scelte importanti e non lo fa. Propongo – conclude- che prendano corpo queste iniziative; piccole ma credo importanti gocce”.