Reggio, Messina e Aeroporto dello Stretto, Bisignano a StrettoWeb: “parate inutili, servono fatti concreti”

Intervista a Michele Bisignano, già assessore all’Area dello Stretto della Provincia di Messina e VicePresidente della Sogas

bisignanoMichele Bisignano è uno che di Area Metropolitana dello Stretto se ne intende: ne ha fatto il più grande cavallo di battaglia della sua attività politica, sociale e anche istituzionale quando tra 2008 e 2013 è stato proprio assessore all’Area dello Stretto della Provincia di Messina, forse nel momento in cui le due sponde dello Stretto sono state più vicine che mai, almeno dal punto di vista delle sinergie amministrative.

Bisignano inoltre è stato a lungo consigliere di amministrazione della Sogas, la Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto, per conto della Provincia di Messina, e per sei mesi (tra agosto 2011 e gennaio 2012) ne è stato addirittura il vice Presidente, a titolo gratuito e senza richiedere mai neanche un centesimo di rimborso spese.

bisignanoHa assistito con imbarazzo e rabbia al disimpegno della stessa Provincia di Messina che prima ha voluto puntare sul fantomatico Aeroporto del Mela “compiendo alcuni dei provvedimenti più sciagurati della propria storia istituzionale“, poi è diventato un libero consorzio dopo la riforma di Crocetta e addirittura è in causa con l’Aeroporto dello Stretto. “Ma c’è poco da fare causa, finchè non vendi o cedi le tue quote a qualcuno, rimani socio e devi ottemperare ai propri obblighi” afferma Bisignano.

Oggi, nel giorno della “festa” di Accorinti e Falcomatà sulla nave traghetto di RFI in mezzo allo Stretto, abbiamo intervistato Bisignano da addetto ai lavori, partendo dalla situazione non certo rosea dell’Aeroporto dello Stretto.

Mi sembra strano come non si sia ancora compreso che il passaggio fondamentale affinché l’aeroporto dello Stretto abbia un futuro sia l’ottenimento della concessione ventennale da parte dell’ENAC” esordisce Bisignano. “L’ottenimento di questa concessione – prosegue – consentirebbe innanzitutto di fare un piano industriale adeguato a medio e lungo termine, un piano che deve per forza prevedere un riassetto societario, per quella che dovrebbe essere – se si vuole dare un senso a tutto quello che si sta facendo seppur in modo scoordinato – la nuova Sogas per gestire l’Aeroporto dell’Area Metropolitana dello Stretto. Si sta infatti verificando un’occasione storica, e cioè quella della costituzione delle due città metropolitane la cui istituzione ha un senso soltanto se si vede in una prospettiva sinergica per realizzare un’altra integrata, altrimenti ne’ Messina ne’ Reggio da sole avrebbero le condizioni per poter essere città metropolitane. Insieme, invece, pur mantenendo le loro autonomie e identità, possono diventare una vasta area con servizi importanti e un bacino importante”.

Pista_Aeroporto_Reggio_CalabriaLa nuova Sogas, una volta ottenuta la concessione ventennale da parte dell’ENAC, avrebbe un valore diverso, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista territoriale. Si potrebbe procedere a due passaggi fondamentali: la privatizzazione parziale dello scalo e la partecipazione reale (non solo a parole) di tutti gli enti locali che fanno parte dell’area metropolitana dello Stretto. Inutile fare proclami, manifestazioni e iniziative se non si passa alle cose concrete. Se questo deve essere l’Aeroporto dello Stretto, tutti gli enti dello Stretto devono parteciparne allo stesso modo, quindi il Comune di Messina, la futura Città Metropolitana di Messina, la Regione Sicilia, la Camera di Commercio di Messina, la camera di Commercio di Reggio Calabria, la Regione Calabria, il Comune di Reggio Calabria e non solo la Provincia di Reggio che si sta accollando tutte le esigenze dello scalo. Secondo quanto scritto in un  documento ufficiale inviato al Ministero il 29 settembre 2014 e votato dal Comitato Portuale di Messina, potrebbe nascere l’Autorità Portuale dello Stretto, unendo quelle di Reggio Calabria, Messina, Villa San Giovanni e Milazzo, che potrebbe partecipare alla gestione della SoGAS proprio secondo quanto scritto in quel documento. Non si possono dimenticare le migliaia e migliaia di cittadini messinesi che, pur in queste attuali condizioni sfavorevoli, usufruiscono del Tito Minniti, e in condizioni ottimali potrebbero essere molti di più. Che senso ha dire che si è d’accordo su tutto e poi differenziarsi nelle autorità portuali?

aeroportoIl tuo impegno, negli scorsi anni, aveva dato risultati positivi: si potrebbe ripartire da quei progetti già avviati?

Tra agosto 2011 e gennaio 2012, quando io ero vice Presidente della SoGAS, avevamo presentato uno studio che metteva in sinergia gli aeroporti di Reggio, Catania e Comiso, prevedendo che in un periodo medio-lungo ci sarebbero stati dei vantaggi sia per l’utenza che per le società di gestione. Io in quel periodo avevo anche avuto una prima interlocuzione con il managment della società di gestione dell’Aeroporto di Catania che nella prospettiva di una nuova gestione che prevedesse il superamento dell’attuale assetto e un’apertura ad altre realtà, era interessato anche ad acquisire parte delle quote del Tito Minniti. Faceva parte di un discorso più ampio. Poi tutti è naufragato ma si potrebbe ripartire da lì“.

Aeroporto Reggio CalabriaIntanto, però, la Provincia di Messina vuole disimpegnarsi e da parte del Comune non si registrano particolari interessamenti sullo scalo reggino.

E’ inammissibile che si rischi di creare ulteriori difficoltà ad una struttura che è fondamentale per il territorio dello Stretto: è l’unica che può servire un’area vasta un milione di abitanti, con tutto un sistema di collegamenti e mobilità integrata. Serve l’impegno di tutti quelli che sono impegnati al momento, e poi bisogna ampliare la visione per una nuova SoGAS che potrebbe anche avere una finalità (prevista nello statuto) che è quella di assicurare i collegamenti con la realtà territoriale messinese. Fin quando non si supera questo handicap che è fondamentale e non può essere fatto con piccoli tentativi rabberciati, ma serve un collegamento diretto tra Messina e l’Aeroporto diretto, tra la zona jonica di Messina e l’aeroporto dello Stretto, e tra le isole Eolie e l’Aeroporto dello Stretto“.

Al momento, però, si brancola nel buio.

Tutto questo secondo me implica che fino ad ora non è stato affrontato il problema in maniera vera. Manca una cabina di regia politica, abbiamo una politica disattenta, quindi manca una cabina di regia istituzionale e tecnica, che è ciò che servirebbe: uno strumento con le finalità di cui sopra. L’Area dello Stretto non si può fare ne’ con i proclami ne’ con le manifestazioni fini a se stesse. E’ un mosaico da costruire lentamente tassello per tassello unendo le due sponde in ogni settore; ovviamente i trasporti sono fondamentali. Bisogna capire se c’è veramente la volontà di realizzarla. Il tema della mobilità, su cui s’è già ampiamente discusso“.

I Sindaci Accorinti e Falcomatà lamentano sempre problemi di cassa, ma i soldi sono davvero un problema?

aeroporto1Il problema non sono i soldi, ma le idee, le iniziative di recepire finanziamenti che non derivano dagli enti locali, ormai non in condizione di gestire qualsiasi infrastruttura. Se non si pensa di ricorrere a situazioni che esulano da quelli che sono gli apporti locali, non si può risolvere assolutamente il problema.  Si potrebbero utilizzare i fondi PON-METRO per le città metropolitane in modo sinergico: che senso ha che Messina ne fa una e Reggio Calabria ne fa un’altra senza alcun confronto tra le due città? In quei fondi si possono inserire opere per valorizzare l’aeroporto come ad esempio il collegamento ferroviario tra l’aeroporto di Reggio e la stazione di Reggio marittima al porto, dove sbarcano gli aliscafi, o anche per il completamento dello svincolo di Maldariti. E’ necessaria una visione completamente diversa, se si pensa solo a mettere una toppa ai problemi occupazionali sarà solo un pannicello caldo e gli stessi problemi si riproporranno tra qualche mese o un anno, se invece si pensa in grande certamente a livello occupazionale i problemi svaniranno in modo naturale solo e soltanto se lo scalo potrà crescere. Un’altra possibilità mai attenzionata nel modo dovuto, la chance di reperire finanziamenti dalla rete ESI, la Rete degli Stretti Europei. Inutile fare solo convegni e viaggi. Se si chiama Aeroporto dello Stretto, è fondamentale insistere sull’insularità che in Sicilia non è mai stata presa in considerazione. In Sicilia l’autonomia è servita solo a dare privilegi e clientele, ma non a sfruttare davvero l’autonomia come fanno in Sardegna che hanno ottenuto questa cosa. La continuità territoriale è per le Regioni svantaggiate o per le isola. Ce ne sarebbe carne al fuoco su cui lavorare, ma è mancata una cabina di regia unica creata dagli enti locali. Finchè si incontra in questo modo senza una visione complessiva delle cose, ci sono solo analisi frammentarie che non consentono di risolvere i problemi“.