Reggio, disabile stuprato dal branco: una storia raccapricciante, condanne pesanti per Safa Aatiq, Angelo Calabrese e Domenica Giovanna Catalano

Il gup di Reggio ha condannato a dieci anni di reclusione Safa Aatiq e ad otto ciascuno Angelo Calabrese e Domenica Giovanna Catalano ritenuti responsabili di aver violentato, seviziato un disabile reggino 34enne

Foto LaPresse

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Il gup di Reggio Calabria ha condannato a dieci anni di reclusione Safa Aatiq e ad otto ciascuno Angelo Calabrese e Domenica Giovanna Catalano perche’ ritenuti responsabili di aver violentato, seviziato, umiliato un disabile reggino di trentaquattro anni. Un incubo che il trentaquattrenne – affetto da una grave forma di disabilita’ che lo rende invalido all’85 percento – inizia con un invito ad una festa di compleanno, cui si e’ presentato fiducioso e contento. Non sapeva ne’ immaginava che di quella serata sarebbe diventato la vittima sacrificale. In sei lo hanno stordito con l’alcool, per poi sottoporlo alle peggiori angherie, mettendogli una catena al collo come se fosse un cane, costringendolo a camminare carponi al guinzaglio, sputandogli contro, costringendolo a baciare loro i piedi, per poi violarlo con un bastone. Tra risate, grida e alcool che scorre a fiumi, all’uomo – stordito dall’alcool che i suoi aguzzini lo hanno costretto a bere – sono state inflitte ogni genere di sevizie, di fronte agli occhi di due bambine – una di due anni, l’altra di pochi mesi – che, in presenza dei genitori, sono state testimoni incolpevoli delle azioni piu’ brutali. La piu’ grande e’ stata addirittura posizionata sulla schiena della vittima, quando si trovava a terra gattoni. Stando a quanto emerso dalle indagini coordinate dal pm Sara Amerio, a fare da regista alla nottata di orrore del ragazzo sarebbe stata una delle due donne finite poi sotto indagine, che inizialmente avrebbe coinvolto il giovane in un ballo sensuale, poi sfociato negli abusi sessuali, avvenuti – sottolineano i magistrati – approfittando delle condizioni di inferiorita’ psichica della vittima, da piu’ persone riunite in gruppo e con le aggravanti di aver commesso il fatto per motivi abbietti e futili, nonche’ di aver agito con crudelta’ e con l’uso di sostanze alcoliche. A denunciare la notte di orrore alle forze dell’ordine non e’ stato nessuno dei presenti, magari colto dal rimorso per gli orrori commessi, ma la madre del ragazzo. Una mano anonima infatti, le lascera’ di fronte casa un video che documenta senza filtri tutte le angherie subite dal figlio e che la donna decidera’ di consegnare ai carabinieri, chiedendo giustizia per il suo ragazzo reso inerme dalla disabilita’.