Reggio: assemblea per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata

A reggio oggi si è tenuta l’assemblea durante la quale si è discusso delle prospettive di riforma dell’ANBSC

ndranghetaSi è tenuta nella giornata di oggi 15 aprile 2015 un’assemblea sindacale dei lavoratori presso la sede principale di Reggio Calabria dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ( ANBSC ),  durante la quale si è discusso delle prospettive di riforma dell’ANBSC.

A proposito di ciò il dr. Lorenzo Federico dichiara: “sono stati presi in esame alcuni dati numerici significativi della vita dell’Agenzia,  sui quali si è riflettuto, con a margine alcune considerazioni. Numeri che si riportano di seguito, anche per amore della verità rispetto ad alcuni articoli apparsi sulla carta stampata ed a trasmissioni televisive che hanno, a volte, creato disinformazione, in quanto i dati e le notizie riportate non sono stati puntuali e precisi.

5 sono gli anni trascorsi dall’istituzione dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ;

4 sono i Direttori, Prefetti, che si sono succeduti alla guida dell’Agenzia ;

12 sono ad oggi i componenti che hanno svolto in questi anni  le loro funzioni in seno al Consiglio Direttivo dell’Agenzia, che ha visto tra gli altri l’attuale Presidente del Senato Onorevole Dr. Pietro Grasso, già Procuratore Nazionale Antimafia. Tale Organo è stato ricomposto soltanto da 4 mesi, dopo quasi un anno dalla sua prima naturale scadenza. L’altro Organo dell’Agenzia, il Collegio dei Revisori, è stato ricomposto a fine mese di marzo u.s.,  dopo  più di un anno di vacatio. Sono di tutta evidenza le difficoltà che tutto ciò ha comportato per il regolare funzionamento dell’Agenzia. Le istituzioni deputate stavano lavorando per la riforma è meglio aspettare per le nomine !!! Forse non  riuscivano  a mettersi d’accordo sulle persone  da nominare ? Forse un anno è anche poco !!!    

29 sono i dipendenti che hanno prestato servizio in Agenzia nel 2010, nel primo anno di attività ; 47  nel 2011 , 62 nel 2012, 94 nel 2013, 85 nel 2014, 99  infine quelli che prestano ad oggi  servizio in Agenzia. Tutti in posizione di comando, distacco  o fuori ruolo. Come dire che il legislatore, che il Parlamento, che tutti i Parlamentari, la legge di conversione istitutiva  dell’Agenzia  è  stata votata all’unanimità, abbiano detto sin dal 2010 “ armiamoci e partite ”. L’Agenzia avrebbe bisogno  di 150 dipendenti come dotazione organica fissa da reclutare con procedure di mobilità nell’ambito della pubblica amministrazione quindi “a costo zero”. La mobilità nella P.A. non va solo declamata va anche praticata.

Ma nonostante ciò, ecco alcuni dati.

5 sono le sedi operative e funzionanti dell’Agenzia.

In ordine di istituzione: Reggio Calabria, sede principale, in un immobile in comodato d’uso gratuito di proprietà dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria  che a breve ospiterà anche un Ufficio ONU c.d. “Antenne sulle Economie Criminali” frutto di un  accordo siglato a Vienna, nel dicembre 2012, dall’allora Governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti,  e  da Yuri Fedotov direttore dell’UNODC, agenzia ONU  leader  nella lotta al traffico di droga, al crimine internazionale ed al terrorismo ;  Roma, sede secondaria, in un  immobile confiscato in via definitiva ed acquisito al patrimonio indisponibile dello Stato , così come Palermo e Milano ed infine Napoli, altra sede secondaria, in un immobile in  comodato d’uso gratuito con il Ministero della Giustizia.

0  euro quindi per locazioni passive.

Nella relazione tecnica del disegno di legge di riforma anche al c.d. codice antimafia, che dovrebbe fare da capofila,   dei  Ministri della Giustizia e dell’Interno presentato il 30 novembre dello scorso anno ( atto senato nr. 1687 ) si prevede la chiusura delle sedi secondarie di Palermo, Milano e Napoli perché ciò consentirebbe di ottenere sensibili risparmi sul funzionamento dell’Agenzia, quantificabili complessivamente in  34.443 euro. In sostanza si prevede di sopprimere 3 presidi di legalità per una revisione della spesa irrisoria. La dotazione organica fissa passerebbe da trenta a sessanta unità  di cui trenta da reclutare con procedure di mobilità e  trenta per concorso …. e con  la “spending review ” come la mettiamo.  

Tanto più che: che,  ad oggi, risulta consistente l’avanzo di amministrazione del bilancio dell’Agenzia, come da consuntivo per l’anno 2013, non ancora approvato a causa della ricomposizione tardiva dei predetti Organi . L’Agenzia è in attivo, un evento più unico che raro nel panorama pubblico. Gli sprechi sono tutt’altra cosa.

Oltre 15.000  sono i beni amministrati dall’Agenzia sin dalla sua istituzione, tra beni mobili, immobili e aziende. L’impegno per rendere pubblici tutti  i dati relativi a tali beni  è quotidiano. Si spera a breve di completare questo lavoro. Qui inoltre è bene fare un piccolo inciso. Per ciò che concerne le aziende confiscate, in una delle lezioni tenute al master universitario di secondo livello in “ Procedure e tecniche delle gestioni giudiziarie e dei beni confiscati alla criminalità” presso l’Università per Stranieri  “Dante Alighieri”  di Reggio Calabria, cui hanno partecipato anche nove dipendenti dell’ANBSC, compreso lo scrvente, il prof. Alessandro Danovi, direttore dell’ “Osservatorio Crisi e Risanamento d’Impresa” dell’Università “Bocconi” di Milano,  ha affermato che affidare un’amministrazione giudiziaria ad un manager sarebbe un disastro. Molte aziende sequestrate e poi confiscate finiscono in liquidazione, falliscono  perché non riescono a stare sul mercato, prima ci stavano solo ed esclusivamente perché  la loro gestione era del tutto illegale. A suo dire, condivisibile,  il costo della legalità  è uguale pertanto alla chiusura di tali aziende.

Oltre 7.000  sono i  beni già destinati dall’Agenzia a favore degli enti previsti dalla legge.      

Ultimi due numeri :

2 sono le Commissioni Governative costituite per l’elaborazione di proposte in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità ;

4, 5, 6 o forse 7 le proposte normative di riforma presentate ed in esame al Parlamento, sicuramente qualcuna  è sfuggita . Non è  facile capire  quale sia  quella in fase più o meno avanzata di discussione.

Riforma letteralmente vuol dire “modifica volta a dare un nuovo e migliore assetto a qualcosa”. Tutti gli operatori del settore dovrebbero contribuire alla riforma in argomento, quindi anche l’Agenzia, quasi completamente ignorata, ad ognuno di loro dovrebbe essere riconosciuta pari dignità, perché nessuno può considerarsi depositario della “ricetta magica”.

Le istituzioni preposte a varare le riforme devono però  avere sempre ben presente che dietro le riforme ci sono le “persone”:

persone sono i cittadini che vogliono vedere restituito alla collettività il patrimonio sottratto alla criminalità che lo ha realizzato con il malaffare drogando l’economia e piegando la società civile ;

persone sono le associazioni di volontariato meritevoli che attendono di essere destinatarie di quei beni per poter svolgere ancora meglio quelle attività di utilità sociale spesso colmando lacune  o addirittura sostituendosi allo Stato nell’erogazione di quei servizi c.d. essenziali ;

persone sono gli operatori della giustizia e le forze dell’ordine che tanto impegno stanno profondendo nell’aggressione ai patrimoni mafiosi ;

persone sono  quegli amministratori locali meritevoli che sono desiderosi di ricevere quei beni che consentirebbero magari di avere un bilancio virtuoso;

persone sono quei giovani, volenterosi e valenti professionisti che vorrebbero avere delle opportunità di lavoro in questo settore. A proposito l’Albo degli Amministratori Giudiziari esiste solo sulla carta o è già operativo ? Non mi risulta ;

persone sono quei lavoratori onesti delle aziende confiscate che vogliono assicurare un futuro alle loro famiglie;

persone, infine, sono quei dipendenti pubblici che hanno prestato e prestano tuttora la propria attività lavorativa presso l’Agenzia, che attendono, con diritti già acquisiti per legge, di conoscere se vi può essere o meno un futuro lavorativo presso l’Agenzia,  di essere inquadrati nei ruoli dell’Agenzia che ancora ad oggi, dopo 5 anni, non sono stati costituiti.

Vorrà dire che faranno  rientro nelle proprie  amministrazioni di appartenenza con buona pace di tutti. Le professionalità, le conoscenza  acquisite sul campo sarà buttate al vento

E’ arrivato allora il  momento di lanciare una provocazione, nella duplice veste di cittadino e di rappresentante sindacale appena eletto all’Agenzia. Sì perché anche i dipendenti dell’Agenzia, anche se ad oggi solo in comando, distacco  o fuori ruolo, devono essere  parte attiva nel processo di crescita dell’Agenzia ed  avere voce, anche pubblica, rispetto al dibattito sui beni confiscati, che sicuramente l’istituzione dell’Agenzia ha contribuito a risvegliare.

Dicevo è arrivato il momento di  lanciare una provocazione, sia ben chiaro senza voler  dare  lezioni di moralità a nessuno. Circa sei, sette, otto anni fa, non ricordo bene, mi è rimasta impressa nella mente una frase del giudice Giuseppe Ayala, collega ed amico del compianto giudice Giovanni Falcone, pronunciata  in una trasmissione televisiva di una tv reggina, per l’esattezza RTV,  in risposta ad una domanda di un ragazzo che gli chiedeva come si fa ad avere fiducia nelle istituzioni. Risposta del giudice Ayala: “ le istituzioni vanno sempre rispettate anche se è lecito  avere, a volte, qualche dubbio su chi le rappresenta ” ed io aggiungo anche sul modo che si sceglie per  rappresentarle.

Le soluzioni devono essere realistiche perché le aspettative in campo sono tante, delicate ed urgenti. Per ultimo. Ho avanzato formale richiesta di incontro al  Prefetto Umberto Postiglione, da circa un anno Direttore dell’ANBSC, spero mi venga concesso a breve. Da Lui vorrò sapere quale è la proposta di riforma avanzata dall’Agenzia e come intenda portarla avanti e soprattutto quale futuro intende riservare ai dipendenti che sono ormai stanchi di essere solo ed esclusivamente presi in giro, se non quasi completamente ignorati”.