Reggina, ti abbiamo bastonata quando lo meritavi ma oggi facciamo le barricate per difenderti

Reggina, l’incredibile penalizzazione di altri 12 punti porta la squadra a quota 10 in classifica, -16 rispetto ai punti che ha conquistato sul campo: mai nella storia di calcio italiano una squadra ha concluso una stagione con una penalizzazione così pesante, neanche dopo gli scandali più clamorosi come Calciopoli e Calcioscommesse

fotiQuando si meritava bastonate, gliene abbiamo date forse anche troppe. Ma siamo espressione del territorio, è la nostra squadra del cuore, la amiamo e la tifiamo quindi molto spesso le emozioni e le sensazioni prendono il sopravvento. Su StrettoWeb l’abbiamo bastonata talmente tanto la Reggina che dopo la sconfitta nel derby con la Vigor Lamezia i calciatori sono venuti in sala stampa allo stadio Granillo accusandoci personalmente, a noi di StrettoWeb, di parlare troppo male della squadra e della società, di enfatizzare gli aspetti negativi e trascurare quelli positivi.

foti regginaLa Reggina di sbagli, errori e scivoloni negli ultimi tempi ne ha commessi tantissimi. Noi su StrettoWeb li abbiamo sempre evidenziati, da quelli tecnici a quelli societari, da quelli in campo a quelli fuori dal campo, raccontando ai nostri lettori quello che stava succedendo. L’abbiamo sempre fatto da vicino, da molto vicino, all’ambiente Reggina. L’abbiamo fatto dal Sant’Agata, l’abbiamo fatto dal Granillo. Non vi abbiamo mai raccontato una partita senza averla vista con attenzione, non vi abbiamo mai raccontato un allenamento senza averlo seguito con meticolosità, non vi abbiamo mai parlato della società senza carte, dati, numeri alla mano. La Reggina di bastonate negli ultimi tempi ne ha meritate tante, e gliele abbiamo date tutte.

Nessuno discute le mancanze del club, ma la Reggina 2014/2015 non merita la penalizzazione più pesante della storia del calcio italiano

calciopoli 2006Adesso, però, facciamo le barricate per difenderla dai soprusi del Palazzo. E questo, sia chiaro, non cancella neanche uno degli errori della società, non rinnega neanche uno dei tanti articoli in cui evidenziavamo la cattiva gestione del club, non cambia di una virgola il giudizio su altri episodi di cui già s’è discusso ampiamente. Sono fatti acclarati e  proprio per questo, non ha senso ribadirli ogni volta. Oggi la notizia è che la Reggina è in Lega Pro, in questa stagione, la squadra più penalizzata della storia del calcio italiano. E lo diciamo anche in questo caso con dati e documenti alla mano. Mai una squadra di calcio in Italia ha chiuso una stagione con sedici punti di penalizzazione. Nel 2006 per Calciopoli in serie A la Fiorentina ha chiuso con -15, la Reggina con -11, il Milan con -8, la Lazio con -3, il Siena con -1. In serie B la Juventus con -9, l’Arezzo con -6, il Pescara e la Triestina con -1.

calcio-scommesse1980Anche per i vari scandali del Calcioscommesse non erano mai arrivate pene così pesanti. Nel 1981 in serie A Bologna, Perugia e Avellino finirono la stagione con -5, in serie B Palermo e Taranto con -5. Il secondo scandalo Calcioscommesse nel 1987 s’è concluso con -9 per l’Udinese in serie A, -9 per la Lazio in serie B, -5 per Cagliari e Palermo in serie B, -4 per la Triestina sempre in serie B, -5 per il Foggia in serie C1, -5 a Cavese e Casarano in serie C2 e -2 al Perugia in serie C2.
Il più recente scandalo Calcioscommesse s’è concluso nel 2012 con il -6 dell’Atalanta in serie A, il -3 dell’Ascoli in serie B, i -6 alla Cremonese in Lega Pro e -2 al Benevento nella stessa categoria. Il secondo filone, nel 2013, s’è concluso con -6 al Siena, -1 a Sampdoria e Torino in serie A, -5 a Bari, -2 a Reggina, Padova e Novara e -1 a Varese ed Empoli in serie B, -6 all’Albinoleffe in Lega Pro e -4 al Monza sempre in Lega Pro.

reggina logoMai nessuno ha concluso una stagione con una penalizzazione di 16 punti nella storia del calcio italiano, con l’aggravante che questo verdetto arriva a 4 giornate dalla fine del campionato mentre in molti casi i punti erano noti già dall’estate, prima dell’inizio della stagione. Ammesso e non concesso che quest’assurdo -16 non fosse letteralmente la “penalizzazione più pesante della storia del calcio italiano” (in realtà lo è e lo dicono i fatti!), ma diventasse “una delle più pesanti“, non cambierebbe il concetto perché non ci risulta che la Reggina sia al centro di uno scandalo di proporzioni minimamente paragonabili a quelle sopra elencate.

Abbiamo già smascherato ulteriori incongruenze di Procura e Tribunale Federale, che sulla vicenda della società reggina si sono smentiti da soli, abbiamo inoltre già sottolineato le diversità di trattamento tra la Reggina e le altre società del suo stesso girone (Savoia, Ischia, Aversa Normanna, Barletta) penalizzate per le stesse inadempienze della Reggina, ma con mesi o settimane di ritardo rispetto alla sentenza sugli amaranto. Abbiamo già avuto modo di sottolineare le situazioni, drammatiche, di Parma, Brescia, Varese o altri club dello stesso campionato della Reggina, come appunto Savoia e Barletta, con calciatori mai pagati e costretti ad allenarsi in strada, impianti fatiscenti e stadi “vandalizzati” nelle ore notturne, senza che la Procura battesse ciglio, consentendo carne da macello altrove perchè si andava a cercare l’ago nel pagliaio del Sant’Agata. Abbiamo bastonato la Reggina quando lo meritava ma oggi facciamo le barricate per difenderla dai soprusi del palazzo. Ciò senza dimenticare assolutamente gli errori della società: sono due discorsi distinti e separati.

Un campionato falsato dalle penalizzazioni

LaPresse/Cafaro Gerardo

LaPresse/Cafaro Gerardo

Abbiamo raccontato, e stiamo ancora raccontando, la stagione della Reggina seguendola sul campo. E quando parliamo di calcio, parliamo di calcio. Se dobbiamo raccontare la partita di Benevento, dobbiamo per forza di cose raccontare di una Reggina che per 70 minuti ha giocato alla pari della vice capolista, a testa alta, meritando quantomeno il pareggio. Ha subito gol nell’unico pericolo per un errore di Cirillo e Belardi, poi ha reagito, in trasferta, da ultima in classifica sul campo della seconda in corsa per la promozione diretta in serie B, s’è vista negare la gioia del gol del pareggio su un bel colpo di testa di Balistreri solo per una prodezza del portiere avversario, nei primi 15 minuti del secondo tempo ha messo sotto il Benevento, poi lo sfortunato autogol di Di Lorenzo che ha aperto le porte alla goleada sannita.

reggina martina francaSe dobbiamo raccontare la partita di Salerno sul campo della capolista, dobbiamo raccontare di una Reggina impressionante all’Arechi, passata meritatamente in vantaggio con Insigne e sconfitta dalla corazzata del torneo ma in modo assolutamente immeritato. Raccontando la Reggina sul campo di questa stagione, abbiamo esaltato i ragazzini di 16 anni del Sant’Agata che il 6 gennaio in una gelida serata dell’Epifania hanno sconfitto il Martina Franca 1-0 grazie a un gol di Ador Gjuci compiendo una vera e propria impresa. Quella sera abbiamo sottolineato anche come i ragazzini del Sant’Agata regalavano una gioia ai “tifosi migliori“, appena 1.500 sugli spalti ad esultare come se quel successo valesse una stagione in un momento in cui per la Reggina c’erano meno speranze di oggi di raggiungere la salvezza. In questo 2015 di partite la Reggina ne ha vinte 4, pareggiate 4 e perse 8 per un totale di 16 punti, decisamente più dei 10 che aveva racimolato nel girone d’andata.

reggina diluvio cosenza derbyAnche quando  scriviamo che la prima ingiusta penalizzazione di 4 punti, poi restituita dopo quasi 4 mesi, ha compromesso il campionato della Reggina,  lo facciamo con inequivocabili dati di fatto alla mano. La Reggina è stata penalizzata dopo 9 giornate di campionato. Aveva conquistato 9 punti con due vittorie, tre pareggi e 5 sconfitte in nove partite. Si trovava a metà classifica, un ruolino di marcia non certo esaltante ma neanche deprimente. Era tranquilla, appunto, a metà classifica, senza particolari ambizioni in ottica playoff ma ben lontana anche dai playout. Nessuno poteva immaginare che quella squadra, guidata da Ciccio Cozza, spavalda e sfrontata in campo contro qualsiasi avversario, potesse finire la stagione ultima in classifica. Aveva dominato con il Messina, a Castellammare con la Juve Stabia, aveva costruito decine di palle gol nella partita contro la Lupa Roma finita 1-1 con il rigore stampato sul palo da Insigne al 91°.

insigne rigore regginaIn quel momento sarebbe bastata una vittoria in più, due punti in più, per dare morale allo spogliatoio che aveva subito lo shock di Daniel Leone. Non una cosa da poco per una squadra giovane, inesperta, fragile. Poi la mazzata, la penalizzazione, l’incubo. Durante la settimana, da un giorno all’altro, la squadra diventa ultima in classifica. Va a Lamezia, gioca bene per 25 minuti, poi subisce un gol e molla. Esce dal campo della Vigor sconfitta e umiliata, 4-0, la prima batosta della stagione. Mai fino a quel momento la Reggina aveva giocato così male. Mai fino a quel momento la Reggina aveva mollato dopo un gol subito. Due settimane prima aveva schiantato il Cosenza 3-0 al Granillo. E’ l’evidente contraccolpo psicologico della penalizzazione, per un calcio – quello moderno – in cui l’aspetto psicologico è sempre più importante rispetto a quello tecnico, soprattutto nelle categorie minori.

insigne reggina aversaPassa un’altra settimana, la Reggina ospita l’Aversa Normanna e domina, con rabbia, con il cuore, ma non riesce a vincere. Finisce 1-1, al 94° il guardalinee annulla ad Armellino il gol del 2-1 che era assolutamente regolare. A quel punto la Reggina molla definitivamente. Cozza ci mette del suo, da condottiero diventa Schettino. Abbandona la nave mentre affonda anzichè lottare per salvarla. Va via, poi torna, poi va via di nuovo. Nelle ultime 7 partite del 2014 la Reggina cambia tre volte allenatore ma non riesce a fare più un punto e neanche un gol. Per quanto una squadra possa essere scarsa rispetto alle proprie rivali, in ogni categoria, nessuno perde 7 partite consecutive senza fare neanche un gol se non ci sono altri problemi psicologici ed extra-calcistici.

Ciccio-CozzaSenza la penalizzazione di -4 la storia di questo campionato sarebbe stata diversa. Quella penalizzazione ha fatto perdere alla squadra molti più di 4 punti, ha fatto perdere se stessa. Poi è stata restituita, a febbraio, ma intanto la stagione era compromessa e nessuno poteva più risarcire la squadra per quanto accaduto. Intanto quella Reggina andava resettata, ricostruita da zero. Tantissimi avrebbero gettato la spugna, ma dopo le vacanze di Natale i ragazzini del Sant’Agata hanno conquistato 5 punti miracolosi in tre partite senza mai perdere e subendo un solo gol nelle partite contro Martina Franca (1-0), Casertana (0-0 in trasferta) e Paganese (1-1).

reggina foto festaIl ritorno di Belardi, Cirillo e Aronica, il reintegro di Di Michele e gli innesti di Benedetti, Gallozzi, Zibert e Balistreri hanno fatto il resto. Dopo il 4-1 di Messina, la Reggina s’è rialzata subito, ha battuto con pieno merito e in rimonta il Lecce, ha pareggiato con Barletta e Juve Stabia raccogliendo due punti in due partite in cui ne avrebbe potuti portare a casa sei se solo avesse saputo sfruttare meglio le occasioni costruite. Poi il nuovo blackout, 4 sconfitte consecutive con Cosenza, Matera, Lupa Roma e Vigor Lamezia. Senza appello quelle con Cosenza e Vigor Lamezia, con grande cuore e un 3-3 sfiorato nel finale quella col Matera, clamorosamente condizionata dagli errori arbitrali quella di Aprilia con la Lupa Roma in cui, lo ricordiamo, alla Reggina sullo 0-0 è stato annullato un gol regolari e le sono stati negati due calci di rigore grandi come un complesso edilizio cinese, di cui uno con espulsione del portiere avversario. Ma è acqua passata. Dopo lo 0-2 del Granillo con la Vigor Lamezia c’è stato il famoso sfogo nello spogliatoio, la promessa di vincere ad Aversa e le due vittorie consecutive che hanno riacceso la speranza addirittura della salvezza diretta senza playout dopo sei punti raccolti contro due dirette concorrenti, addirittura in modo entusiasmante contro il Melfi al 93° con il gol di Di Michele.

Reggina Melfi 2-1 (16)Come una bomba ad orologeria, nella settimana che segue queste due vittorie arrivano altri 3 punti di penalizzazione, in una sola giornata, alla vigilia della trasferta di Salerno. La Reggina si ferma ancora, pur giocando bene, ma la capolista è troppo forte. 2-1 a Salerno, 0-1 con l’Ischia nella partita peggiore, 4-0 a Benevento. Adesso quest’altro -12, gli amaranto piombano a -16 eppure se anche soltanto 10 punti venissero restituiti con il ricorso in Corte d’Appello, basterebbe battere il Savoia domenica al Granillo per rientrare in corsa e giocarsi l’accesso ai playout. A proposito della eventuale “restituzione”: nelle motivazioni del Tribunale Nazionale Federale in alcun punto si parla di punti di penalizzazione inflitti per mancato pagamento di emolumenti o contributi.  Abbiamo pubblicato il documento ufficiale, il riferimento al mancato pagamento di emolumenti o contributi viene fatto esclusivamente nel comma in cui sono richiamati i deferimenti, nulla di nuovo quindi. Poi nelle motivazioni si parla solo ed esclusivamente degli “incentivi all’esodo“. Il Tribunale Nazionale Federale smaschera il Procuratore Palazzi, gli stipendi sono stati regolarmente retribuiti come gli stessi tesserati hanno confermato più volte ai nostri microfoni (compresi i fuori rosa!), nonostante nel deferimento venisse fatto intendere il contrario gettando ulteriore fango sulla Reggina, che adesso ha tutto il diritto di chiedere la restituzione di tutti i 12 punti e forse anche dei 3 afflitti alla vigilia di Salerno con il ricorso al Coni. Senza penalizzazioni, sul campo, oggi la Reggina sarebbe ai playout.

Reggina Melfi 2-1 (15)Sull’incentivo all’esodo le Sezioni Unite della Corte d’Appello s’è già espressa, restituendo i 4 punti alla Reggina e creando un precedente. Adesso dovrà nuovamente esprimersi sulla stessa questione. Che decisione potrà mai assumere?  Poi, se vogliamo parlare delle due misure per lo stesso peso, potremmo anche accettare i 16 punti per la Reggina se Savoia e Barletta ne avessero 35, Brescia e Varese 40, Monza 80, Parma 90. Invece le altre ne hanno uno, due o tre. Quattro il Varese. Sei Brescia e Monza. Poi c’è il -16 della Reggina, che gli stipendi li paga regolarmente, ha uno degli impianti migliori e meglio curati di tutta la propria categoria, mantiene in piedi una struttura societaria e un centro sportivo d’eccellenza. Che calcio è questo? A livello nazionale si stanno indignando e stanno riflettendo in tanti che reggini non sono. Nei giorni scorsi persino Criscitiello ha stigmatizzato quest’accanimento contro la Reggina…

andrea-ballare-e-lui-il-nuovo-sindaco-di-novara-2037E che città è Reggio Calabria? A Novara sono insorti tutti contro il -8 odierno, a difesa della società e contro la penalizzazione. Il Sindaco Andrea Ballaré si è detto “sconcertato decisione del Tribunale Federale, siamo di fronte ad una interpretazione unilaterale delle norme regolamentari che non ha minimamente tenuto conto delle controdeduzioni della società azzurra, e soprattutto ad una evidentissima disparità di trattamento a confronto di altre situazioni molto più gravi e compromesse. Non amo le dietrologie e non credo facilmente all’esistenza di complotti, ma mi sento di dire che questa sentenza, oltre che colpire la squadra più forte sul campo e infierire su una società assai più sana e solida rispetto a molte altre, mortifica una città che merita senza dubio una categoria superiore. Sono accanto a Massimo De Salvo, che ho sentito oggi pomeriggio. Gli ho espresso la vicinanza della città di fronte ad una sentenza incomprensibile, e lo ho invitato ad andare avanti per riportare Novara nel calcio che conta“. L’assessore allo Sport del comune di Novara Rossano Pirovano ha chiosato che “il verdetto del Tribunale Federale è inaccettabile, è palese una enorme differenza di trattamento tra il Novara e altre società che, a quanto raccontano le cronache, si trovano in cattive acque sotto tutti i punti di vista. Credo che sia giusto far sentire la voce della città che in questo momento si sente sotto scacco da parte di una giustizia sportiva che assume decisioni incomprensibili, come già era accaduto nella scorsa estate rispetto al ricorso del Novara per il ripescaggio in serie B. Voglio esprimere in questo momento anche un forte incoraggiamento alla società e alla squadra: il Novara si è dimostrato la squadra più forte in campo, e non si deve fermare, anche nelle prossime difficilissime partite, a cominciare da quella di lunedì sul campo del Piola. Invito anche i tifosi a venire in massa allo stadio lunedì sera, per manifestare la vicinanza e il sostegno al Novara Calcio”. 

falcomatà7Parliamo di 8 punti. La Reggina ne ha avuti 16. E a difenderla siamo in pochi. Non una parola dal Sindaco (e ci sarebbe un Sindaco reggino doc, i commissari sono andati via sei mesi fa anche se in pochi sembrano essersene accorti, sigh!), non una parola dal Presidente della Provincia, dal Presidente della Regione, da un solo deputato o senatore calabrese o reggino, espressione di questo territorio. E’ la storica differenza tra l’Italia del nord e l’Italia del sud. Quelli che sono orgogliosi di se’ stessi e quelli che si tirano la zappa sui piedi. Quelli che sgomitano per primeggiare, e gli altri che accettano ogni tipo di sopruso, che sono talmente tanto invidiosi e gelosi tra loro stessi, dilaniati da dissapori interni, che vanno fuori a sparlarsi addosso.

GranilloUna cosa la scriviamo da sempre: la Reggina è in crisi, in grave difficoltà. Da anni. E Reggio Calabria non sta facendo nulla per aiutarla a rialzarsi. Da anni. Il territorio è assente da tutti i punti di vista, da quello politico e istituzionale fino a quello sociale e partecipativo, fino a quello imprenditoriale. Ne è distante e distaccato. E’ come se il bacino amaranto si fosse clamorosamente ristretto omologandosi a quello delle squadre di paese. Dopo 9 anni di serie A, la tifoseria s’è raffinata il palato e non ha mai accettato il ritorno con i piedi per terra, abbandonando la squadra al proprio destino, eccezion fatta per uno zoccolo duro di circa 3.000 supporters che continuano a seguirla anche nei momenti più bui delle ultime stagioni. Se la Reggina riuscirà a rimanere in piedi o meno, è difficile dirlo. In questo momento non possiamo sapere neanche se l’anno prossimo giocherà in Lega Pro, in serie D, in Terza Categoria o se non giocherà proprio. Molto dipenderà dalla trattativa che il Presidente Foti sta conducendo in Australia. Di certo c’è che la Reggio Calabria di oggi non meriterebbe neanche la Terza Categoria, una città lontana anni luce dalla Reggio di cui andavamo orgogliosi e che era una città di serie A proprio quando la Reggina calcava quei gloriosi palcoscenici.