Reggina, Mimmo Praticò cuore amaranto: “non abbandoniamola proprio adesso”. La VIDEO intervista a StrettoWeb

Intervista a Mimmo Praticò, una grande passione per lo sport e la Reggina nel cuore

mimmo praticò (1)Mimmo Praticò è uno che a Reggio Calabria non ha bisogno di presentazioni. Arriva nella redazione di StrettoWeb in un soleggiato pomeriggio di metà aprile, la Reggina è appena stata penalizzata con altri 12 punti di penalizzazione che fanno dell’attuale -16 sulla classifica degli amaranto, la più pesante penalizzazione della storia del calcio italiano.

E’ un colpo tremendo per una società moribonda che si trova con più di un piede in serie D – esordisce Mimmo Praticòmi auguro che il tutto sia dovuto a fatti pregressi già esaminati da parte della giustizia sportiva e che si possa dopo un’attenta valutazione e il ricorso della società, avere la restituzione di tutti questi punti, altrimenti mi preoccupa moltissimo la situazione perché se la Reggina retrocede, è lecito pensare che il calcio a Reggio sia finito, indipendentemente da eventuali ripescaggi che sono tutti di là da venire, ma sono solo ipotesi. Certo che questo -12 per la Reggina è come se si fosse commesso un delitto, è come dare 30 anni di galera ad un imputato, una penalizzazione tra le più pesanti di sempre nel calcio“.

stefano palazzi 100Da parte della Procura Federale emerge una sorta di “accanimento” nei confronti della Reggina?

Non parlerei di accanimento, spesso in Italia le pene sono da un minimo a un massimo, forse è stata applicata una pena massima. Non credo agli accanimenti personali. E’ chiaro che sicuramente ci deve essere una base tra le motivazioni, poi tutto dipende da come viene letta e interpretata la normativa. Certamente mi sembra una penalizzazione esagerata soprattutto se confrontiamo il metro di giudizio utilizzato con tutte le altre realtà per irregolarità analoghe“.

Quando ribadisci il rischio che il calcio possa sparire a Reggio, vuoi dire che credi poco alla possibilità di salvarsi e mantenere la categoria, sia in campo se verrà restituita la penalizzazione o poi con un ipotetico ripescaggio? 

Se noi dobbiamo vedere la situazione ad oggi, abbiamo la certezza di questo -16 in classifica, una società con una situazione finanziaria molto pesante, la squadra ultima e staccata. La restituzione dei punti è solo un’ipotesi. La successiva salvezza tramite il playout è solo un’ipotesi. Persino i playout sono un’ipotesi anche se dovessero restituirci la penalizzazione, bisognerebbe battere il Savoia domenica e poi vincere le ultime due contro Catanzaro e Martina Franca. La realtà, però, è un’altra. E in base a questa realtà, che ci vede con un piede e mezzo in serie D, qual è il futuro? Più facile pensare a un fallimento o a un eventuale concordato per un futuro più roseo, rispetto ad altre soluzioni“.

fotiNon credi alla trattativa che il Presidente Foti sta portando avanti in Australia?

Le cose prima bisogna farle e poi dirle. Sta facendo bene Foti a portare avanti questa trattativa nel modo migliore, silenzioso, e poi comunicarlo. Io personalmente ritengo che in questo momento anche se riesce a portare a casa 2-300 mila euro, non risolve il problema. Se invece, come spero e mi auguro, questo viaggio portasse frutti per un milione, un milione e mezzo di euro, quantomeno tamponeremmo la situazione fino a giugno. Dopodiché bisognerebbe una volta per tutte dimostrare le opportunità anche finanziarie per il futuro, perché qui ci siamo abituati male, durante il campionato diciamo che alla fine del campionato facciamo i conti, poi però non siamo conseguenziali. Tirare le somme non significa metterci una pietra sopra, significa che servono progetti chiari, seri e concreti“.

Certo che è deprimente per il territorio vedere il Presidente della principale espressione sportiva della Provincia costretto ad andare nel continente più lontano a cercare di salvare la società dopo anni di appelli in città e in provincia. Reggio Calabria non offre nulla?

Il Presidente ha cercato in tutti i modi di valutare se sul territorio ci potessero essere risorse. La provincia di Reggio ha 500.000 abitanti, se l’1% è composto da persone ricche, l’1% di 500.000 è 5.000. E’ possibile che su 5.000 non troviamo tre persone disponibili ad investire nella Reggina? Sotto l’aspetto matematico ci dovrebbero essere, ma bisogna vedere a che condizioni. Se si dice ‘qui c’è la Reggina, io sono fuori’, ognuno può fare le proprie valutazioni. Se invece si ‘vende’ la Reggina, è un altro discorso perchè gli imprenditori non sono chiamati solo ad investire, ma anche a comprare. Se Foti ha sondato il mercato e non ha trovato nulla, ha fatto bene a tentare la carta australiana“.

mimmo praticò (3)Ci racconti il tuo recente riavvicinamento alla Reggina dopo che eri stato molto pesante con l’attuale società?

Non rinnego quello che ho detto 5, 6 e 7 mesi fa. Sono ritornato allo stadio invitato da un dirigente federale in occasione di Reggina-Vigor Lamezia e ho vissuto di persona la disfatta di quel derby. Un conto era leggere sui giornali quello che succedeva weekend dopo weekend, altra cosa è stato rendersi conto da tifoso seduto sugli spalti del Granillo, della tragica portata del dramma Reggina. Quel giorno ho fatto una scommessa con me stesso di vedermi tutte le partite della Reggina, in casa e in trasferta. E’ stato un ritorno di fiamma di un tifoso deluso. E’ stato un riscoprire determinate emozioni, per me che da quando avevo 4 anni andavo allo stadio e ne ho anche i segni sul volto perché una volta ho preso 4 punti sul mento in gradinata. Continuerò a seguire la squadra in tutte le partite per onorare questa scommessa con me stesso, anche se la Reggina dovesse essere condannata senza nessuna possibilità. E’ facile stare accanto a qualcuno quando vive il suo momento di massimo splendore. E’ più difficile farlo quando invece ha bisogno di aiuto. La Reggina ci ha dato soddisfazioni straordinarie, adesso è come una vecchia nonna morente sul letto. Io voglio starle vicino e stringerle la mano, perché mi ricordo cosa mi ha dato nel corso della vita. In questo mondo, quando qualcuno è in difficoltà siamo tutti abituati a dargli un calcio per farlo cadere ancora prima, per affossarlo definitivamente. Per quello che possa valere, io in questo momento sono vicino alla Reggina e le porgo la mia mano. E invito tutti i reggini e i tifosi a farlo, distinguendo la società dalla squadra perché la società ha un proprietario, la squadra è nostra e lo sarà sempre“.

Reggina Vigor Lamezia 2015In città si mormora di un tuo possibile ritorno in società.

Faccio il dirigente sportivo dal 1978 e lo faccio sempre come attività sociale, con grande passione, gestendo ogni esperienza con la consapevolezza che ci deve essere agonismo ma sempre senza mai oltrepassare le regole. Nell’86 sono entrato nella Reggina perchè quando sono stato chiamato ho sentito il dovere da cittadino di mettermi al servizio di questa città. Questo è il motivo che mi spinge sempre a prendere determinate posizioni. Ho detto chiaramente che oggi la mia attività non mi permette interventi finanziari di nessun livello. Se c’è bisogno, posso dare mille, duemila, cinquemila euro ma se devo entrare in una compagine sotto l’aspetto finanziario, non posso farlo e sono stato chiaro. Non di meno, se c’è bisogno della mia esperienza, delle mie conoscenze e amicizie, è chiaro che le posso e anzi le devo mettere a disposizione di chi mi chiama, sia per lo sport che di attività extrasportive. Ho sempre lavorato in funzione del fatto che chiunque viene nella nostra città e va via con un sorriso, significa che per Reggio è stata una vittoria, un successo. Ogni cittadino ha l’obbligo morale di mettersi al servizio della propria città, con spirito di volontariato non per un ritorno“.

Reggina Vigor LameziaCome può rinascere la Reggina? 

Sarebbe bello se rinascesse dal basso, con un gruppo di persone senza alcun interesse che desse vita ad una sorta di collegio volto a fare chiarezza sulla situazione societaria, sul Sant’Agata, sul Granillo, sui debiti e sui crediti della Reggina, e che stimoli l’interesse, mobiliti la cittadinanza, richiamo investitori. La Reggina deve rinascere dalla pancia di Reggio, com’è rinata nel 1986 quando è iniziata una grande era amaranto foriera di successi senza precedenti“.

Domenica nella partita contro il Savoia si celebrerà al Granillo il ricordo di Morosini con una maglietta speciale.  

Io a Morosini lo ricordo come un ragazzo molto schifo, molto serio, molto volenteroso. Il suo ricordo deve essere un momento di riflessione perché spesso a livello giovanile si trascura il servizio sanitario in tutti gli sport. Quando i ragazzi iniziano a fare attività sportiva è indispensabile fare tutti gli esami e ripeterli ogni anno affinché sia garantita l’ottima salute e lo svolgimento dello sport. Morosini è la punta dell’iceberg, ultimamente sono morti altri due ragazzi, i genitori non possono essere superficiali, è indispensabile in ogni impianto avere un defibrillatore e anche la presenza di professionisti che abbiano fatto i corsi appositi e che lo sappiano utilizzare. La riflessione che mi fa venire in mente il ricordo di Morosini è questa, affinché la sua morte serva a qualcosa“.

mimmo praticò (2)Dove possiamo trovare le forze per dare un messaggio positivo?

Per forza dobbiamo essere positivi e ottimisti, sia sul campo che fuori. A Benevento ho visto una squadra che ha giocato alla pari, ha avuto una buona tenuta, per 70 minuti, poi l’autogol ha vanificato tutto, ma fino a quel momento la Reggina poteva pareggiare e avrebbe meritato il pareggio. La partita s’è chiusa con l’autogol del 2-0 ma fino a quel momento non sembrava affatto che in campo ci fosse la seconda contro l’ultima, era una gara molto equilibrata. Adesso spero che contro il Savoia la squadra sfoderi una prestazione positiva, rabbiosa e vincente per enfatizzare la positività del messaggio che bisogna mandare. Sarebbe infatti bello che tutta la città si ricordasse di avere una squadra di calcio che le ha dato grandi soddisfazioni negli anni, a prescindere dalla società e dal Presidente Foti che sono un’altra cosa rispetto alla squadra Reggina, alla sua bandiera, alla sua maglia. La società può percorrere il suo iter, ed è un problema societario, perchè s’è alla presidenza c’è Lillo Foti o Peppe Caridi o Mimmo Praticò ci interessa poco. Ci interessa invece la squadra, la Reggina che è sempre stata protagonista nel calcio italiano dal 1914 ad oggi. Non pensiamo ad essere rancorosi soltanto perché ci possa essere una società che ha sbagliato o che non è gradita, forse anche giustamente, ai tifosi reggini. Andiamo oltre. La storia della Reggina se lo merita“.