Il pericolo Italicum non si evita con #staiserenaitalia

Renzi, infatti, che non intende modificare la legge, procede senza freni verso la conclusione che potrebbe essere l’inizio della fine della democrazia nel nostro Paese, salvo interventi dell’ancora rispettato Capo dello Stato

elezioni regionalidi Giovanni Alvaro- Si è detto molte volte che alla gente non interessa quale legge elettorale viene usata per eleggere chi deve governare il Paese. E ciò è sostanzialmente vero. Con una crisi che continua a mordere, ciò che realmente angustia i nostri concittadini è la mancanza di concrete occasioni di lavoro che rende incerto il proprio futuro e quello dei propri figli. Se a ciò si aggiunge la rapina realizzata attraverso una imposizione fiscale indecente che ha distrutto salari, stipendi e pensioni, e massacrato il bene rifugio rappresentato dal ‘mattone’ (rendendo più poveri gli italiani e indebolendo uno dei settori trainanti della nostra economia), è chiaro che la gente non farà mai salti di gioia su questo o quel sistema elettorale che non viene considerato essenziale. Ma se la stragrande maggioranza degli italiani è impegnata a leccarsi le ferite dei danni provocati da tre governi non eletti ma ‘imposti’ ad un Parlamento di ignavi, c’è però qualcuno a cui la legge elettorale interessa di sicuro e parecchio. Costui dirà, e nei prossimi giorni lo ripeterà continuamente, che la legge serve per sapere subito chi ha vinto e per permettere a chi vince di poter governare. Se questa fosse la verità e se ci fossero importanti contrappesi sarebbe anche accettabile, ma le cose non stanno così e l’Italia rischia una deriva più che autoritaria. Renzi, infatti, che non intende modificare la legge, procede senza freni verso la conclusione che potrebbe essere l’inizio della fine della democrazia nel nostro Paese, salvo interventi dell’ancora rispettato Capo dello Stato. Ma perché Renzi ha deciso di sfidare il mondo intero sull’altare di una legge elettorale? Cos’ha di così importante questa legge che lo porta a rischiare scissioni nel proprio partito? Il parolaio fiorentino dopo aver conquistato il controllo della maggioranza dei dirigenti del proprio partito, che gli permette di far approvare i decreti che porta al Parlamento (esautorandolo quasi completamente), punta ora a ottenere il pieno controllo della maggioranza della Camera (il Senato viene cancellato) liberandosi definelezioni regionali 2014 schedaitivamente dei mal di pancia interni o esterni al proprio partito. Per questi motivi la legge che preveda il premio di maggioranza da assegnare ad un partito oppure ad una coalizione, che decide di aggregarsi, non è certamente un dettaglio di poco conto, ma è di vitale importanza per la democrazia. Il premio alla coalizione, infatti, lascia separate le ‘peculiarità’ dei singoli partiti che si aggregano, mentre la costruzione di un listone permette, a chi decide la sua composizione, di ‘scartare’ eventuali presenze incontrollabili per riempirlo di yes men votati ai voleri di chi li ha prescelti. Un vero e proprio assoggettamento del Parlamento ai voleri del leader vincente sia esso Renzi, Grillo o chiunque altro. Il risultato sarà quello di liquidare la Costituzione che i padri della Repubblica avevano costruito predisponendola per evitare che nel futuro si potesse ripetere l’esperienza del ventennio mussoliniano (a proposito dove stanno quelli che difendevano ‘la più bella del mondo’?).Sembrano  letteralmente scomparsi. Niente proclami, zero girotondi, nessuna appello alla mobilitazione generale, neanche un lamento di circostanza. Mancando il ‘nemico innocuo’ contro il quale si è potuto tutto, anche perché il Berlusconi, tra le altre cose, era ed è un sincero democratico, essi aspettano il momento propizio per saltare sul carro del vincitore e tentare di ottenerne i favori. Se poi questo vincitore vorrà far mancare l’aria al Paese, basta dire che non è vero, che è una bugia dei berlusconiani, perché Renzi essendo il ‘salvatore della patria’ non lo farebbe mai. La malafede o il prosciutto sugli occhi impedirebbe di capire cosa sta succedendo, mentre le similitudini con la famosa legge Acerbo, voluta da altro ‘salvatore della patria’ quale fu Mussolini, sono sotto gli occhi di tutti. Chi pensa di salvarsi la coscienza strappando, all’aspirante ditta torello fiorentino, proclami di fedeltà democratica ricordi lo #staiserenoenrico che diventerebbe #staiserenaitalia.