Messina, riqualificare Forte Gonzaga con i fondi europei: ecco la strategia

L’ottava commissione consiliare ha analizzato nel dettaglio il progetto in campo, sollecitando la Sovrintendenza per l’iter del collaudo

forte gonzagaGiovedì scorso l’VIII commissione consiliare di Palazzo Zanca ha ascoltato i pareri della dott.ssa Michaela Stagno d’Alcontres (vice presente nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli), del dott. Franz Riccobono (Presidente dell’Associazione “Amici del Museo”) e dell’Arch. Antonio Galeano, al fine di approfondire il “Progetto relativo alla tutela ed alla valorizzazione del sistema difensivo dello Stretto di Messina”, redatto a cura delle predette Associazioni e dello studio tecnico “Antonino Galeano Architetti” per l’Amministrazione comunale.

Il progetto si articola su due linee di intervento: la realizzazione del “Parco Museo di Castel Gonzaga”, progetto già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche; e la realizzazione del “Parco dei Forti dello Stretto di Messina”.

La Commissione, in occasione del primo incontro, si è soffermata in particolare sulla prima linea d’azione. L’obiettivo è quello di creare un “Parco Museo” nell’area di Castel Gonzaga con l’istituzione di un Museo Civico della Città di Messina nei locali del preesistente Castello cinquecentesco, la creazione di un centro servizi limitrofo dotato di area parcheggi e di un area a verde ambientale finalizzata alla valorizzazione e preservazione di uno dei polmoni verdi più significativi ai margini del centro urbano.

Il progetto illustrato alla Commissione prevede il restauro conservativo e l’adeguamento funzionale a Museo di uno dei beni architettonici cinquecenteschi più importanti nella storia della Città di Messina; l’intervento di recupero prevede inoltre la realizzazione di un limitrofo centro servizi ad impatto visuale zero, in grado di ospitare una serie di funzioni indispensabili alla sostenibilità socio-economica della struttura, quali parcheggio coperto, centro accoglienza turistica e area congressuale, area ristoro, foresteria, aree espositive e funzioni integrate all’attività museale.

VIII Commissione messina palazzo zancaL’interessante progetto donato al Comune dall’Istituto Italiano dei Castelli con la collaborazione dell’Associazione Amici del Museo e dello Studio Galeano è stato molto apprezzato dalla Commissione che ha deciso, nel sostenere l’iniziativa, di attivarsi presso le diverse Istituzioni per la definizione di un iter amministrativo utile allo sviluppo del progetto presentato.

Sul punto, è bene precisare che il Forte Gonzaga è di proprietà del Demanio Regionale ed è stato concesso al Comune di Messina in data 14.12.1974 per fini di pubblica utilità.  Nell’aprile del 1992 il Forte è stato affidato alla Soprintendenza di Messina per eseguire lavori di ripristino, restauro e consolidamento all’esito dei quali il bene sarebbe dovuto tornare al Concessionario, ovvero il Comune di Messina.

Nel febbraio ‘99 i lavori sembra siano stati ultimati ma da allora si attende il completamento della procedura di collaudo evidentemente rimasta imbrigliata nelle pastoie burocratiche.

La Commissione ha deciso, pertanto, di invitare il Soprintendete Scimone per la prossima riunione del 09.04. al fine di approfondire la vicenda e chiedere il massimo sforzo affinché si definisca anche formalmente l’iter del “collaudo” cosicché il bene possa tornare nella disponibilità del Comune che, conseguentemente, potrà attivarsi per attingere alle ingenti risorse comunitarie PON che saranno messe a bando nei prossimi mesi. Ed infatti, il progetto presentato ha un costo stimato di circa 15 milioni di euro per realizzare il quale non può prescindersi dai fondi europei di prossima emissione il cui plafond è notevolissimo. Il primo passaggio è, quindi, il collaudo.

Il progetto di riqualificazione di Forte Gonzaga – dichiara il Presidente della Commissione – è davvero bello e suggestivo e rappresenta un’opportunità straordinaria di fare della cultura un motore di sviluppo della Città! La Commissione seguirà e supporterà ogni passaggio di questa vicenda”.