Messina, quel palo non si sposa con l’ambiente: e così sborsiamo 600 milioni di euro l’anno

Non c’è pace per l’elettrodotto di Terna: un ricorso blocca la fine dei lavori

elettrodotto ternaPer dipingere la situazione paradossale, il Sole24Ore ha fatto ricorso all’ironia: “un progetto fermo al palo. In senso letterale“. E’ questo l’incipit dell’articolo che il quotidiano degli industriali ha dedicato al pilone numero 40 dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, bloccato dalla magistratura messinese – per una denuncia dell’associazione Mediterraneo natura – con buona pace dell’ammodernamento delle linee elettriche.

Un’operazione, quella condotta dalle autorità inquirenti, che oltre a creare difficoltà pratiche a pochi mesi dall’inaugurazione, determina un costo aggiuntivo. Lo scopo dell’elettrodotto, infatti, è quello di collegare l’isola al resto del paese, tramite cavi sottomarini che attraversano lo Stretto, portando così ad un risparmio di circa 600 milioni di euro l’anno. Ma la suddetta associazione non è d’accordo, ha alzato le barricate adducendo motivazioni di natura paesaggistica. Da qui lo stallo che si è generato, con tutto ciò che ne consegue per le bollette dei siciliani.