Messina, sul secondo Palagiustizia la Cisl chiede chiarezza e trasparenza

Il sindacato ha invocato la costituzione di una commissione di verifica gestita dal Prefetto.

Calogero Emanuele

Calogero Emanuele

Non può essere né così semplice, né affrettata la decisione sulla scelta del sito dove allocare il secondo Palazzo di Giustizia ma soprattutto la riallocazione degli uffici e dei servizi dell’ex Ospedale Militare”. La Cisl Funzione Pubblica, con il segretario generale Calogero Emanuele e la segretaria provinciale Enza Ruggeri, intervengono nel dibattito sulla realizzazione del secondo Palazzo di Giustizia ricordando che il trasferimento degli uffici e dei servizi “rappresentano un’assunzione di onere finanziario per il Comune di Messina, visto che si tratta di spese di manutenzione e ristrutturazione e sono a totale carico dello stesso Ente che è vincolato dal piano di riequilibrio decennale che vieta ogni ulteriore aggravio di spesa non prevista nel piano stesso”.

La Cisl Fp ricorda che, come più volte segnalato dalle Organizzazioni Sindacali, emergono delle forti criticità anche rispetto all’ipotetico trasferimento del personale in locali angusti e inidonei per essere adibiti ad uffici pubblici cui destinare il personale civile.

Bisogna fare luce sulla vicenda partendo dai conteziosi ancora aperti – aggiungono Emanuele e Ruggeri – e sulla destinazione vincolata delle risorse disponibili derivanti dai vari mutui, pari a 17 milioni circa, finalizzati all’acquisto di immobile ma di cui un miliardo e settecentosettanta milioni delle vecchie lire sarebbero stati già utilizzati per la progettazione della costruzione di un nuovo palazzo. C’è qualcosa che non torna”.

Per il sindacato, però, è inopportuno dismettere servizi strategici e, soprattutto, rinunciare ad attrezzature di ultima generazione come quelle oggi presenti nell’area dell’ex Ospedale Militare.

La Cisl Funzione Pubblica, pur comprendendo l’accelerazione impressa dall’Amministrazione Accorinti, s’interroga “sulla necessità di mantenere una certa riservatezza sull’iter procedimentale, come dichiarato dall’Assessore Signorino, dimenticando che, riservatezza militare a parte, siamo di fronte ad atti amministrativi che vanno trattati nel rispetto della normativa vigente in materia di trasparenza e pubblicizzazione degli atti posti in essere”.

Come sindacato – dichiara Calogero Emanuele – chiediamo di fare luce sull’intera vicenda esortando ancora una volta il Prefetto a convocare un tavolo tecnico e farsi promotore dell’istituzione di una commissione di verifica e di valutazione con l’obbligo per il Comune di mettere sul tavolo tutte le aree e gli immobili disponibili e utili allo scopo”.

La riallocazione delle strutture dell’ex Ospedale Militare come la destinazione del secondo Palazzo di Giustizia, per la Cisl Fp, deve essere vista nella sua interezza, guardando al servizio ma guardando anche al destino della struttura e dei dipendenti che, per via di mosse affrettate e non ponderate, rischiano di essere trasferiti in altre province, se non addirittura in altre regioni, ingenerando gravi ripercussioni anche per l’economia cittadina e per l’intero indotto.

La portata del problema – concludono i rappresentanti della Funzione Pubblica Cisl – ci impone di tenere costantemente informata la struttura centrale nazionale del sindacato per porre in essere i necessari interventi a livello ministeriale ed evitare che anche in questa occasione le decisioni siano calate dall’alto”.