Messina, manutenzione Papardo e Policlico: al via i trasferimenti collettivi

Cisl e Cgil in allerta: “a rischio la funzionalità dei presidi ospedialieri”

policlinico-messina1A rischio c’è la garanzia occupazionale per 19 lavoratori ma, soprattutto, il livello della qualità degli interventi di manutenzione da parte chi degli impianti tecnologici del Policlinico e del Papardo conoscono ormai tutto operando da anni. L’allarme di Fim Cisl e Fiom Cgil, all’indomani dell’assemblea che ha riunito i lavoratori dei due poli ospedalieri, nasce dalla imminente scadenza del contratto di appalto per la gestione e manutenzione degli impianti ospedalieri con la società Manutencoop.

I 19 lavoratori interessati hanno ricevuto una lettera di trasferimento in altre sedi dove l’azienda di Bologna ha in atto appalti presso altre strutture. “Il rischio – sottolinea il segretario provinciale della Fim Cisl Nino Alibrandiè quello di vedere bloccato, dal 1. maggio, il servizio all’Ospedale Papardo. Tra l’altro, se la Manutencoop non‘svincola’ i lavoratori non è possibile far partire la procedura per traghettarli verso la nuova azienda che si è aggiudicata l’appalto, la Cofely, disponibile alla possibile assunzione di tutti i lavoratori in scadenza di contratto”.

Mentre al Policlinico, anche se il problema continua a persistere, è stato differito al 30 giugno, la scadenza per i lavoratori del Papardo è fissata a domani. La Fim Cisl e la Fiom Cgil hanno interessato della vicenda anche la Prefettura per un intervento con la Manutencoop considerato che al centro della vertenza vi sono “servizi pubblici essenziali”. Vista la persistente posizione di Manutencoop, che il sindacato ritiene non conformi alle procedure previste dal CCNL e dalle normative sui trasferimenti collettivi, FIM Cisl e FIOM Cgil preannunciano lo stato di agitazione e minacciano lo sciopero.

Per revocare lo stato di agitazione – avvertono Nino Alibrandi, segretario provinciale della Fim e Salvatore Chiofalo, segretario provinciale della Fiom – bisogna bloccare i trasferimenti. In gioco c’è la professionalità e il lavoro di 19 operai altamente specializzati in grado di mantenere e garantire il massimo funzionamento degli ospedali cittadini. Questo atteggiamento è inaccettabile, non siamo degli oggetti. Dobbiamo dimostrare grande compattezza“.