Mattarella sul FrecciaRossa e i siciliani accalcati come sardine: lo scandalo dei trasporti non fa più rumore

Le nuove vetture FS costeranno 1,6miliardi. Il Nord ringrazia, mentre in Sicilia i pendolari viaggiano in piedi

frecciarossa-mattarellaMilano-Roma si potrà percorrere in appena due ore col nuovo FrecciaRossa1000, definito dai costruttori “il treno più bello del mondo“. E se il parere può essere di parte, l’inaugurazione in pompa magna – tenuta a battesimo dal Presidente della Repubblica – lascia intuire che il mezzo sarà all’altezza delle aspettative.

L’investimento complessivo per FS è pari ad 1,6 miliardi: saranno infatti 50 le nuove vetture che collegheranno la capitale economica del paese alla capitale politica. Una spesa strategica in chiave Expo destinata a dare frutti nel tempo. Ogni convoglio è lungo 200 metri, composto da 8 carrozze destinate ad ospitare quasi 500 passeggeri. E fa piacere che l’inquilino del Colle, il sicilianissimo Mattarella, abbia provato il brivido dell’alta tecnologia. Perché in Sicilia, purtroppo, non è una sensazione cui potremo abituarci.

Dopo il viadotto Himera, dopo il viadotto Scorciavacche, l’isola è tornata all’anno zero dei trasporti, con buona pace del diritto alla mobilità garantito a livello costituzionale. catania palermo passeggeri in piediMentre Bianco riflette sulla possibilità di creare sinergie con la Ryanair per far volare i palermitani a Catania, questi – con grande incazzatura e con sommessa rassegnazione – riempiono come sardine le poche vetture ferroviarie messe a disposizione da un’azienda che opera con evidente riluttanza nel contesto meridionale. La galleria fotografica offerta da Repubblica è al tempo stesso sinistra ed estremamente rappresentativa: passeggeri e pendolari costretti a viaggiare in piedi per oltre quattro ore, quasi il treno fosse l’equivalente post-moderno di un tram cittadino, riempiono le carrozze per potersi muovere nel contesto isolano. E non parliamo di collegamenti impossibili, di tratte fra dispersi paesini dell’entroterra e città metropolitane. Parliamo della linea Palermo-Catania, una delle più trafficate.

La situazione è scoraggiante. FS fa orecchie da mercante: progettare l’alta velocità al nord è stata un’impresa, al Sud è un’operazione donchisciottesca che soltanto un pazzo potrebbe tentare. viadotto himeraNel frattempo l’Anas, che qualche responsabilità sui disastri recenti la vanta se è vero com’è vero che il suo presidente ha ben pensato di rassegnare le dimissioni a Delrio, non ha neppure presentato il progetto per realizzare la famigerata bretella che dovrebbe bypassare il ponte inclinato lungo l’A19. Pizzo, un assessore per caso, giura e spergiura di aver fatto di tutto per sollecitare i dirigenti, ma intanto nulla si muove.

C’è da sorprendersi? Assolutamente no. Basta incrociare i dati forniti da alcuni studi per capire quanto critica sia la situazione: secondo un paper realizzato da Carla Carlucci, Fabio De Angelis e Maria Alessandra Guerrizio  e pubblicato sulla “Rivista economica del Mezzogiorno“, in Sicilia per realizzare un’infrastruttura occorrono quasi sette anni. Un dato pessimo, a dispetto della media – di per sé non esaltante – dei 4,5 anni a livello nazionale. A ciò bisogna aggiungere un dato, rilevato dalla Codacons: delle 692 cattedrali nel deserto, opere infrastrutturali iniziate e mai portate a termine, ben 67 sono presenti in Sicilia. Insomma, Mattarella può godersi la colazione sul nuovo gioiello di Fs; i suoi conterranei, fortunati, hanno tutto il tempo per fare colazione, pranzo, aperitivo e cena. Rigorosamente in piedi, come i cavalli.