Lanzetta shock: “la ‘ndrangheta ha tratto vantaggi dal mio mancato ingresso in giunta”, Oliverio e il Pd si infuriano

I segretari provinciali del Pd: “l’affermazione secondo la quale la ‘ndrangheta avrebbe tratto vantaggio dal mancato ingresso della Lanzetta in giunta regionale è gravissima quanto palesemente infondata”

lanzetta“Le ultime dichiarazioni dell’ex ministro Maria Carmela Lanzetta non possono passare sotto silenzio. L’affermazione secondo la quale la ‘ndrangheta avrebbe tratto vantaggio dal suo mancato ingresso in giunta regionale è gravissima quanto palesemente infondata. Non è consentito, a chi ha prima accettato e poi, successivamente, rinunciato a far parte della giunta, gettare fango sul presidente Oliverio e sul Partito Democratico. Riteniamo che, dopo l’imbarazzante audizione in commissione antimafia nella quale la Lanzetta ha definito il cosiddetto ‘caso De Gaetano’ come politico, non abbia più senso alludere, mistificare ed equivocare utilizzando un linguaggio molto simile a quello che, nel Mezzogiorno d’Italia, è noto come tipico di una cultura mafiosa” affermano i cinque segretari di federazione del Partito Democratico della Calabria. “Se l’ex ministro Lanzetta è a conoscenza di reati o di qualsivoglia intreccio politico-mafioso lo denunci alla Procura della Repubblica, il resto è un palese tentativo di costruirsi una carriera politico-elettorale che, invece, ha bisogno del lavoro quotidiano e dei consensi. È finito – continuano-  il tempo delle nomine e delle carriere costruite su quell’antimafia di facciata che ha prodotto storture ai danni della Calabria, del Mezzogiorno e dell’Italia intera. La giunta regionale ed il Partito Democratico sono impegnati in un’azione di contrasto, netta e senza quartiere, contro la ‘ndrangheta ed i poteri criminali che hanno affamato la Calabria, come dimostrano – concludono i segretari- i primi provvedimenti della giunta Oliverio e le ulteriori iniziative che saranno messe in campo”.

Oliverio (5)LA REAZIONE DI OLIVERIO - “Ora basta. Finora il rispetto dovuto al ruolo istituzionale rivestito dalla signora Lanzetta nelle vesti di Ministro mi ha suggerito di evitare risposte a posizioni strumentali e provocatorie da lei assunte. Tuttavia c’e’ un limite a tutto”. Ad affermarlo, in una nota, e’ il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. “Mi auguro – prosegue – che la signora Lanzetta sia solo animata da sindrome di esaltazione del proprio ego e che, consapevolmente o meno, non si presti ad essere strumento di una interessata strategia destabilizzante. Che gioco fa la Lanzetta? Quali interessi politici o di altro genere intende difendere? E’ inspiegabile che possa essere solo oggi divenuta improvvisamente detrattrice di Nino De Gaetano, quando, invece, fino al giorno della nomina della Giunta ne ha sempre parlato, non solo a me, come un bravo e stimato dirigente politico. Immagino sappia la signora Lanzetta che la mafia si favorisce anche quando si sollevano polveroni e si gioca ad indebolire e fiaccare la credibilita’ di una Istituzione. Per quanto mi riguarda, nella mia lunga esperienza di amministratore non ho mai concesso nulla alle illegalita’ e men che meno alle rappresentanze mafiose. A me non e’ mai capitato di dovermi trovare nella condizione in cui e’ invece incorsa, probabilmente suo malgrado, la signora Lanzetta da sindaco di Monasterace; non ho mai dovuto giustificare affidamenti illegali di lavori a causa della presenza nelle mie Giunte di parenti stretti di boss mafiosi, riconosciuti tali da sentenze di condanna emesse nelle aule di tribunali. Se ha elementi validi e non diffamatori, dunque, la signora Lanzetta si rivolga alla magistratura piuttosto che continuare a parlare a sproposito in talk show televisivi compiacenti, magari col proposito di trovare spazio nei circuiti mediatici. La signora Lanzetta avrebbe potuto gia’ in commissione parlamentare antimafia esplicitare le sue accuse. Da quanto risulta non l’ha fatto. Anzi, ai commissari di Palazzo San Macuto ha dichiarato di non essere in possesso di alcun elemento. Sappia la signora Lanzetta che non puo’ salire su nessun pulpito per impartire lezioni di antimafia, tantomeno al cospetto della mia persona, della mia storia e della mia esperienza politica ed amministrativa. Una storia limpida e trasparente, segnata da condotte coerenti e da impegno concreto nel contrasto alla criminalita’ ed al malaffare. Purtroppo, e me ne duole, e’ stata la signora Lanzetta ad essere richiamata ad una coerenza antimafia, come e’ noto, anche da autorevole stampa nazionale”. “Se si dovesse insistere, dunque, in questa campagna diffamatoria – conclude Oliverio – saro’ costretto a valutare quali iniziative assumere a tutela della mia integrita’ morale e della funzione istituzionale che i cittadini calabresi con largo consenso hanno inteso affidarmi”.