L’altra faccia del turismo: relax in abbazie, eremi e conventi

convento-S-Francesco Pace, silenzio e relax. Ma non nell’albergo a 5 stelle di qualche luogo paradisiaco dell’Italia, bensì in eremi, conventi, abbazie e monasteri dove ritrovare se stessi lontano dalla routine quotidiana. Anche a Pasqua. Luoghi sacri che sembrano sospesi tra cielo e natura, fuori da qualsiasi dimensione temporale sono sempre più ambiti dai turisti, che vogliono trascorrere una vacanza low cost in un contesto storico e spirituale. “Siamo aperti a chiunque voglia venire da noi per condividere le abitudini del nostro Eremo e magari, scappando dalla città, cerchi un luogo di ritiro spirituale”, spiegano all’Adnkronos dall’Eremo di Ronzano, luogo di culto a pochi chilometri da Bologna, di proprietà dell’Ordine dei servi di Maria, che accoglie gruppi di turisti in quasi tutti i periodi dell’anno. “La maggior parte dei nostri ospiti ha una certa età, ma non è raro che vengano a trovarci per qualche giorno gruppi di ragazzi, anche da altre città e, più di rado, anche dall’estero”, aggiunge un responsabile dell’area ricettiva dell’Eremo di Ronzano. “La capienza massima non va oltre i 35-40 posti e, di solito, abbiamo un bel numero di ospiti a farci compagnia – continua il responsabile – Chi viene qui condivide con noi le nostre attività abituali, dalla preghiera alla cena. Durante l’anno, poi, organizziamo dei gruppi d’incontro che, seguendo un preciso calendario, vengono qui per discutere di approfondimento religioso e pregare insieme. Nelle festività, invece, sospendiamo le attività ricettive per dedicarci pienamente alle nostre attività religiose”. E se c’è chi si accontenta di fare pochi chilometri per lasciare il traffico delle città e trovare un po’ di pace, non mancano soluzioni adatte per i più esigenti. Le Monache benedettine della Carità del Monastero di Pietracquaria, in provincia de L’Aquila, offrono accoglienza per circa una ventina di persone alla volta. E per chi si avventura oltre i mille metri, fino al monastero nel cuore dell’Abruzzo, la tranquillità è assicurata. “Ogni giorno, dal paese ai piedi del monastero, anche con freddo, neve o pioggia, salgono trenta persone per prendere parte alla messa del mattino. I turisti, se vogliono, possono unirsi a noi per la preghiera e seguire i nostri orari, ma di certo non li obblighiamo”, spiega una suora incaricata dell’accoglienza al monastero. Nessuna restrizione alla libertà degli ospiti, assicurano dal monastero: “E’ vero che da noi anche marito e moglie dormono separati, ma solo perché le stanze sono singole. Insomma, anche noi siamo nel 2015″.