Immigrazione: presentata a Palermo campagna #Milionidipassi

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“Oggi 51 milioni di persone sono in fuga a causa di un conflitto: un numero così alto non si è registrato neanche nel dopoguerra e l’evoluzione delle primavere arabe sta causando una recrudescenza dei conflitti”. Così, Loris De Filippi, da tre anni presidente di Medici senza frontiere Italia, ha presentato in un’aula affollata da studenti universitari a Palermo, la campagna #Milionidipassi plasticamente rappresentata da immagini di scarpe logore dei rifugiati. A scattarle, nella primavera del 2012, è stata la fotografa americana Shannon Jensen che ha documentato l’esodo di trentamila persone che dal Sudan hanno cercato rifugio nel Sud del Paese per sfuggire ai combattimenti dell’esercito. Msf è testimone dell’esodo di massa, fornisce cure mediche e acqua potabile ai rifugiati e denuncia l’inadeguatezza della risposta umanitaria internazionale. “Purtroppo in queste operazioni è davvero complicato lavorare: in questo momento nella repubblica democratica del Congo stiamo gestendo con difficoltà il rapimento di tre nostri operatori e siamo molto preoccupati perché da alcuni mesi non abbiamo loro notizie”. Il 95% dei 51 milioni di persone in fuga – aggiunge De Filippi – va nei Paesi limitrofi facendo aumentare il numero dei profughi nei campi. Ma l’Europa e i paesi occidentali hanno una politica estremamente cinica che si basa sul respingimento: le persone che attraversano il Mediterraneo per arrivare da noi sono una percentuale inferiore al 5% di quei 51 milioni. Trovo vergognoso questo atteggiamento da parte di Paesi membri del G8 che invece dovrebbero essere più solidali con chi scappa da una guerra. Chiediamo investimenti più concreti nei paesi dove sono in corso dei conflitti. Purtroppo la politica utilizza in modo strumentale i migranti non parlando di numeri concreti e non affrontando il problema in modo razionale, come si è fatto ieri con i Rom. E spesso, soprattutto in Sicilia, prevale la paura dell’assedio. L’Europa invece dovrebbe condividere questo fardello e far rispettare gli standard minimi di accoglienza, ad esempio sospendendo temporaneamente il regolamento di Dublino che non permette ai rifugiati di continuare il proprio tragitto”