Immigrati: arrestato scafista riconosciuto da testimoni

Il giovane scafista è stato riconosciuto da alcuni testimoni a causa di un problema fisico

Reuters

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Un senegalese, Da Mbao, di 20 anni, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Trapani con l’accusa di essere lo scafista di uno degli ultimi sbarchi avvenuti a Trapani, dopo il naufragio dell’imbarcazione su cui si trovavano i profughi. Il giovane è stato riconosciuto da alcuni testimoni a causa di un problema fisico. Mbao ha infatti una gamba sola. L’uomo è stato sottoposto a provvedimento di fermo d’indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Trapani a firma del Procuratore Marcello Viola e del pm Marco Verzera. E’ accusato, in concorso con ignoti, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini sono state avviate a seguito di un naufragio avvenuto lo scorso 12 aprile a circa 80 miglia dalle coste libiche. In quell’occasione, l’uomo pilotava, alternandosi con altro immigrati al momento ignoto, un’imbarcazione di legno di circa 20 metri, partita dalla città libica di Zoaura che trasportava circa 500 migranti, uomini donne e bambini di diverse nazionalità. Giunti nei pressi di un mercantile, Mbao “aveva tentato una rischiosa manovra di avvicinamento a tale imbarcazione non riuscendo però nell’intento e, nell’estremo tentativo di evitare la collisione aveva effettuato una brusca manovra in conseguenza del quale l’imbarcazione di legno si era ribaltata gettando in mare quasi tutti i migranti trasportati”, raccontano gli investigatori. I successivi soccorsi curati dalla Nave ”Bersagliere” della Marina Militare hanno consentito di mettere in salvo circa 150 naufraghi i quali, a bordo di altre navi militari, raggiungevano successivamente il porto di Reggio Calabria. Una nave della Capitaneria di Porto di stanza a Lampedusa, veniva inviata in quel punto mare per concorrere alle ricerche dei dispersi, in quella circostanza venivano recuperate 8 salme (cinque uomini e tre donne di cui una minore) che venivano trasportate in questo centro la sera del 13 aprile. La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha provveduto ad ascoltare alcuni dei sopravvissuti al naufragio, i quali raccontavano di essere partiti alla volta dell’Italia pagando ad un’organizzazione criminale di stanza in Libia somme di denaro oscillanti tra 500 ed i 1000 dinari a persona. Membri della stessa organizzazione avevano provveduto a trasferire i migranti dalle spiagge di Zouare, mediante dei gommoni, sull’imbarcazione di legno, ormeggiata al largo di detta città e pronta a salpare per l’Italia. Successivamente, un altro sopravvissuto, nel frattempo trasferito al Cie di Trapani, ha raccontato al personale della Squadra mobile di Trapani che a guidare l’imbarcazione dalla Libia, fino al luogo del naufragio, “erano stati due uomini di colore, di cui uno privo di una gamba”. Ricevuta questa particolare informazione, il personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria ha iniziato la ricerca nei centri dove nel frattempo erano stati ospitati i migranti superstiti. E un uomo con questa caratteristica è stato individuato in Mbao. Il testimone trattenuto a Trapani, ha confermato l’identificazione del fermato che è stato raggiunto nella città calabrese dal provvedimento restrittivo emesso nel frattempo dalla Procura di Trapani. Proseguono le indagini delle Squadre Mobili di Reggio Calabria e Trapani per l’eventuale identificazione di ulteriori responsabili.