Il barbaro rito dei Vattienti di Nocera Terinese, la libertà di pensiero e il “mondo cane”

vattienti02di Kirieleyson - Qualche giorno fa abbiamo pubblicato su StrettoWeb un articolo nel quale veniva giudicato come cruento ed assurdo il rito dei  “vattienti” che tradizionalmente si svolge a Nocera Terinese durante la settimana santa ed  in cui sono coinvolte delle persone che volontariamente si procurano delle ferite, per poi partecipare  sanguinanti alla processione.

L’articolo, a firma Kirieleyson, ha avuto un notevole numero di commenti attraverso la pagina Facebook del nostro giornale, ma ha anche suscitato il risentimento di qualcuno che, attraverso lo staff del sito www.noceraterinese.com ha inviato una nota a firma del dr.  Francesco Stanzione,  pervenuta  in redazione.

vattienti01Oltre  ad alcune utili precisazioni sulle origini del rito, del quale si rivendica  “la rappresentazione,  per  la comunità nocerese, di  un motivo di forte identità socio-culturale e religiosa che come tale va pertanto accettata e rispettata, nella nota sono stati riportati diversi pezzi dell’articolo “incriminato” (ma non quello in cui si faceva presente che persino un vescovo, in passato,  aveva preso le distanze da quel rito)  esprimendo peraltro dei giudizi sull’autore, ipotizzando sulla sua probabile ignoranza, “sull’humus  culturale in cui abitualmente vive”, concludendo infine che certamente debba “vivere in un mondo cane”.

Noi siamo convinti  che ognuno abbia il diritto di credere in cosa preferisce credere; anche di tagliarsi con pezzi di vetro per poi andarsene sanguinante in processione. Ma siamo altrettanto convinti  che ognuno abbia il diritto di esprimere liberamente  le proprie  opinioni.

Lasciamo infine ai lettori ogni commento su chi, tra l’autore del nostro articolo e il firmatario della nota, abbia più probabilità di vivere in un mondo cane.