Gioia Tauro (Rc): iniziativa dal titolo “Violenza e Razzismo nel Calcio”

pallone da calciodi Nino Neri- Violenza e Razzismo nel Calcio, è stato il tema di un incontro dibattito organizzato dalla Società Koa Bosco ( milita nel campionato di terza categoria composta da soli giocatori africani) all’indomani degli attacchi di sfondo razzistico subiti dalla squadra in occasione di una gara di campionato svoltasi a Pavarati ( provincia di Vibo). In Calabria per partecipare ad uno stage di aggiornamento con tutti gli allenatori Calabresi il Presidente nazionale dell’AIAC Renzo Ulivieri non ha voluto mancare all’appuntamento il quale nel suo intervento ha inteso ribadire che tutti i componenti dell’AIAC debbano espletare funzioni tecniche, secondo il loro esercizio, regolato da apposito patentino, ma altresì, e non meno importanti, funzioni educative. A tal riguardo, Ulivieri ha tenuto a tranquillizzare il signorino Mario Nicolino ( allenatore di terza categoria nel vibonese ) che a mezzo stampa si dissociava dalla suddetta iniziativa facendo intendere che dietro l’iniziativa della Koa Bosco, ci fossero ben altri fini di quelli sociali, riconducibili a notorietà, fama e visibilità. Su questo punto Ulivieri con carte alla mano e ben documentato dalla storia del tecnico in questione ha tenuto a precisare “ Dagli atti “ referti di direttori di gara e successivamente dalla giustizia sportiva “ che mi sono state presentate risulta che tale Mario Nicolino, è stato più volte squalificato (la più clamorosa sanzione per aver afferrato dal collo un arbitro, strozzandolo e provocandogli alcune ferite, riportate successivamente dal referto medico) , “ mentre sull’iniziativa ( rispondendo sempre a Nicolino) ha tenuto a precisare che la Koa Bosco non doveva far colpo su Renzo Ulivieri, come quest’ultimo non doveva impressionare la Koa Bosco. Particolarmente apprezzato è stato l’intervento del Presidente dell’AIAC “Il dibattito di quest’oggi è di ampio respiro. Ci sentiamo , tutti, cittadini del mondo. Don Roberto Meduri ( è il Presidente della Koa Bosco ) – prosegue Ulivieri- , perché dice di capire molto poco di calcio ma allo stesso tempo ci tiene a determinati valori. Se non sentiamo l’impegno dello stare insieme, faremmo un grande errore. Amore e passione sono la base del nostro essere e del nostro agire. Non bisogna cadere nell’ignoranza. Siamo qui per trattare le problematiche della violenza e del razzismo. La Koa Bosco ha dato vita a una bellissima iniziativa che approvo in pieno. Evitiamo l’idea che questo possa essere un incontro per un monologo per dare visibilità e tutelare la Koa Bosco. Ai giocatori di colore dico che bisogna avere un po’ di pazienza, che è necessaria di fronte all’ignoranza. La violenza non deve essere consentita. Guardare con disprezzo è una cosa che va fatta con chi si comporta male. Invito i tecnici di impegnarsi di più in qualità di educatori, sapendo coniugare risultati sul campo a correttezza etica e rispetto. Noi siamo una voce importante nell’educazione dei giocatori. L’AIAC deve essere vigile ed estromettere tutti i tecnici che non condividono e che non sono portatori di questo messaggio. Devo estrometterli quando sbagliano, altrimenti verremmo fuori dalla nostra funzione educativa”. Al dibattito è intervenuto anche il Presidente dell’AIA Regionale, Stefano Archinà “Il nostro – dice- non è un compito facile, gli arbitri devono far rispettare le regole e anche loro sono una forma di educazione, nonchè quindi una collettività di educatori che devono contribuire a debellare fenomeni come la violenza e il razzismo. Ritengo- prosegue Archinà – che si cresce per confronto, chiudersi a riccio non serve a nulla. Siamo anche noi vittima di violenza, sono stati accertati 50 casi gravi di violenza sugli arbitri in Calabria Il razzismo è un problema culturale il 90% degli atti di violenza e di razzismo proviene dai tesserati. Ognuno deve fare la propria parte”. Padre Roberto Meduri Presidente della squadra racconta come è nata l’iniziativa di dare vita ad una squadra composta da soli giocatori provenienti dall’Africa “ Abbiamo pensato assieme a Domenico Bagalà ( Direttore Organizzativo) e Domenico Mammoliti ( mister), di allestire una squadra di giocatori africani per favorire l’integrazione e l’aggregazione sociale. Ci sono state inizialmente non poche difficoltà, ma siamo tutti uniti contro il razzismo e la presenza di esponenti che rappresentano le più alte cariche istituzionali, ci stimolano e ci danno la forza a credere nel nostro progetto. . Viviamo in una cultura vittima del razzismo. E’ un fenomeno che ha radici lontane e disonora le qualità dell’uomo. Il mio scopo è quello di far si che questo sogno si realizzi completamente. Manca solo un altro tassello. Il progetto continua e il prossimo passo sarà quello di integrare un giovane calabrese del posto nella squadra, per poi proseguire integrando con loro altri italiani” Erano presenti anche : Raffaele Pilato ( Presidente Regionale AIAC) Don Cecè Alampi ( Direttore Caritas Diocesi Oppido Palmi) Mons. Giuseppe Aquaro ( Diocesi Oppido Palmi) Domenico Luppino ( Componente Direttivo LND Calabria) Domenico Mammolit ( Allenatore Koa Bosco).