Ematologia e Ctmo: le stelle del “Morelli” si racconteranno al teatro Siracusa

I reparti di Ematologia e Ctmo, sono i fiori all’occhiello dell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli, verranno raccontate, sabato al teatro Siracusa, nell’ambito del convegno sul mieloma multiplo,  le esperienze dei degenti e  il duro lavoro dei bravi medici che chiedono supporto all’ Azienda per innovare e far crescere i reparti

chemioterapia-oncologia (1)Un incontro sul melanoma multiplo è l’occasione per sottolineare l’alta qualificazione dei medici che lavorano nei reparti di Ematologia e Ctmo dell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli. Le divisioni d’eccellenza certificate a livello europeo, il cui padre è il Prof. Alberto Neri, si vogliono raccontare al cine-teatro “Siracusa” il prossimo sabato.  I relatori sono i primari  Francesca Ronco (Ematologia) e Pino Irrera (Ctmo) e gli specialisti responsabili dei servizi mirati Donatella Vincelli (mieloma) e Massimo Martino (Day hospital Ctmo). Introdurrà Caterina Stelitano, responsabile dei linfomi e dei “disordini linfoproliferativi”. Sono previsti gli interventi dei rappresentanti delle associazioni  che sostengono i reparti,  Rosalba Di Filippo Scali (Ail), Caterina Muscatello (Adspem) e Manuela De Lorenzo (Admo). Il dott. Gianbattista De Sarro si esprimerà “sull’accesso alle cure nella regione Calabria”, e sarà dedicato uno spazio ai pazienti e alle loro famiglie che racconteranno le personali esperienze. La validissima scuola del Prof. Neri, ha voluto dare voce alla preoccupante situazione che aleggia sugli eccellenti reparti, causata da deficit di  personale e strumenti moderni.  Il  Ctmo, non viene aggiornato dal  2005. I reparti sono specializzati nella cura del mieloma multiplo, patologia crescente negli ultimi anni, tanto da sfiorare la stessa percentuale di casi dei linfomi, i 22 posti letto che vi sono a disposizione nei reparti sono perennemente occupati  dagli 800 pazienti che annualmente sono ivi ricoverati. L’attività di day hospital è molto operativa e i pazienti curati sono circa 8000, un numero pari a quello delle visite ambulatoriali. La divisione dalla sua nascita ha effettuato circa 2000 trapianti  sia autologhi che  allogenici e  il 30% proviene da fuori regione, per un utile annuo è di tre milioni di euro. Il messaggio che si vuole rivolgere al commissario Massimo Scura e al vertice dell’Azienda ospedaliera Frank Benedetto, è di non far morire questo efficientissimo  fiore nel deserto, sostenerlo ed implementarlo.