“Droni armati per colpire i barconi e fermare il traffico di esseri umani”: la proposta del generale Tricarico

DroniI tempi per una iniziativa europea per fronte alla crisi umanitaria e alle stragi di migranti nel Mediterraneo “sono abbondantemente superati perchè bisognava pensarci prima. Non bisogna perdere più tempo”. Così il presidente della Fondazione Icsa (ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e consigliere militare di tre presidenti del Consiglio), generale Leonardo Tricarico sulla crisi umanitaria dopo la nuova strage di migranti nel Mediterraneo. Un mese fa, proprio la Fondazione Icsa, di cui Tricarico è presidente, aveva lanciato una iniziativa per sensibilizzare l’Unione europea con l’approvazione di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e con la creazione di una Agenzia europea per la ricerca e il salvataggio delle persone in mare proprio alla luce delle tragedie che avvengono nel Mediterraneo (Eurosar). Dopo l’ennesima tragedia in mare “non c’è più tempo da perdere”. “L’ipotesi di un blocco navale o di una soluzione militare, sic et simpliciter, non ritengo siano soluzioni da perseguire“, afferma Tricarico. Per l’ex Capo di stato maggiore dell’Aeronatica è necessario, in primo luogo, esplorare ogni via diplomatica per dialogare con le parti attualmente in campo in Libia. L’obiettivo? “Convincerli a partecipare a una azioni di polizia europea-libica per il controllo delle coste per porre fine al traffico di esseri umani e colpire il terrorismo. E’ una azione di polizia che va fatta fianco a fianco, insieme ai libici”. In cosa si traduce questo in termini operativi? “Attuando un controllo sulle coste anche con l’utilizzo di Predator armati di cui l’Italia al momento non dispone (ce li hanno solo gli americani). Vanno colpiti, senza spargere nemmeno una goccia di sangue, le imbarcazioni e i natanti che vengono utilizzati per il traffico di esseri umani. Queste imbarcazioni non devono prendere più il largo. Per fare questo è fondamentale che vi sia un pieno coinvolgimento delle forze libiche. Dobbiamo convincerli – sottolinea Tricarico – a farlo insieme anche dicendogli ‘decidete voi quando e cosa colpire’ perchè non è una guerra alla Libia ma è una azione di polizia per il perseguimento di un obiettivo comune”. L’Italia – ha aggiunto Tricarico – può assumere un ruolo guida in questa missione sotto l’ombrello dell’unione europea. “Siamo i titolari più accreditati”. Tricarico auspica inoltre che in tempi brevi il governo si attivi per dotare i Predator dell’Aeronautica militare del kit con gli armamenti, al momento non disponibili”.