Continua lo scontro interno al Pd calabrese, la Lanzetta rincara la dose: “contro di me tante infamità”

lanzettaCaro segretario, mi permetto di ricordarti che l’audizione alla commissione antimafia e’ stata secretata e, quindi, forse sarebbe il caso, obbligatorio, che non venissero rivelati i contenuti. Vorrei anche consigliarti di evitare di farne un uso politico, anche in buona fede, perche’ altrimenti rischi di darmi ragione quando ho supposto che la mia audizione rispondeva ad altri obiettivi. Vorrei anche ricordare che Palazzo Chigi ha espresso un parere abbastanza chiaro e netto sulla questione che ha causato il mio non ingresso in giunta, di cui ero gia’ convinta, ma su questo non hai ritenuto di proferire parola, mentre non ti sfugge mai l’occasione di replicare alle mie considerazioni, cosi’ come hai fatto, in modo indiretto, all’assemblea regionale; ne’ hai ritenuto opportuno “contestare” la convocazione della commissione antimafia nonostante la motivazione inconsistente, mentre, come ho detto e ripeto, la ndrangheta impazza in tutta Italia“. E’ questo uno dei passaggi della dichiarazione dell’ex ministro Maria Carmela Lanzetta dopo le recenti polemiche. Nella sua affermazione Lanzetta si rivolge al segretario regionale del Pd calabrese, ma anche alla presidente della commissione parlamentare Antimafia, al governatore Oliverio, ed al partito. Ai cinque segretari provinciali: “Pensano di farmi desistere o di ridurmi al silenzio con le loro infamanti intimidazioni, ma si sbagliano di grosso; ne ho subite ben altre che a lor signori in poltrona non auguro mai“.  Al presidente della regione ricorda: “La sottoscritta non e’ abituata a seguire o ad attuare “interessi politici” di chicchessia e, soprattutto, lo invito a non abbandonarsi ad allusioni varie, perche’ sono inconsistenti e valgono solo come intimidazioni politiche, naturalmente“. Sulla commissione antimafia, l’ex ministro traccia un excursus: “Il ‘caso De Gaetano’ e’ scoppiato sui giornali a dicembre 2014, per poi essere ripreso a fine gennaio 2015, con fatti mai smentiti da nessuno. Stranamente, nonostante tutta questa pubblicazione giornalistica e una interrogazione parlamentare del 2010, la commissione antimafia non ha ritenuto di convocare le persone ritenute piu’ opportune per fornire informazioni sulla questione. E chi convoca invece? Lanzetta“. Per quanto riguarda le polemiche sorte prima con l’accettazione, e poi con il successivo rifiuto dell’incarico all’interno della Giunta regionale calabrese, Maria Carmela Lanzetta specifica: “rispondo con il comunicato di palazzo Chigi e con il mio del 27 gennaio, due giorni dopo che lei (Oliverio n.d.r.) mi ha comunicato ufficialmente il nome dell’assessore alle infrastrutture, ai lavori pubblici e ai trasporti. E allora? Qual e’ il problema? Lei pensa veramente che giorno piu’ o giorno meno possa essere rappresentata come una giustificazione per le sue considerazioni? Sono sicura che non lo crede neanche lei; e allora, signor governatore, le chiedo, con molto molto rispetto, di non offendere la sua intelligenza“. In conclusione Lanzetta chiosa: “Non ho accusato nessuno, ma ho solo fatto delle considerazioni politiche su una scelta che non condivido, ma che potrebbe ‘fare un favore alla ‘ndrangheta’ non certamente perche’ questa e’ la sua volonta’, signor governatore, ma perche’ spesso le cose e i fatti prendono strade accidentate senza che ce ne accorgiamo o per altri motivi. E se qualcuno ti avvisa in tempo della deriva dovresti ringraziarlo, non accusarlo“.