Come voterebbero gli immigrati? I risultati clamorosi del sondaggio

Uno studio della Fondazione Leone Moressa rivela che fra migranti e italiani ci sono diversi punti di contatto. Primo fra tutti? L’astensionismo

voto immigratiGianfranco Fini lo propose sommessamente, tentando di scuotere la destra italiana, da sempre arroccata su posizioni oltranziste. Il Pd di Prodi e Veltroni lo applicò per primo al proprio interno, in occasione delle primarie. La Lega di Salvini continua ad osteggiarlo come il frutto del peccato. Eppure il voto agli immigrati resta un argomento caldo nell’agenda politica, delicato perché s’insinua fra il profilo identitario dei partiti e l’utilità – nel breve periodo – che essi presumono di trarre dalla partecipazione o meno dei “nuovi italiani” alla contesa elettorale.

Ma per chi voterebbero questi benedetti elettori? Se l’è chiesto senza retorica Vladimiro Polchi su Repubblica, conducendo un’interessante indagine. Intanto il primo dato che emerge da essa è che anche i migranti si fidano poco della nostra classe dirigente, bocciata senza appello dall’80% del campione. Il 69% degli intervistati, infatti, qualora potesse usufruire di tale diritto, rinuncerebbe volentieri a recarsi alle urne.

E se Mattarella è di gran lunga il politico più apprezzato, complice il ruolo istituzionale che ricopre, nello schieramento politico è il presidente del Consiglio Matteo Renzi ad attrarre le simpatie. Il 59,3% degli intervistati sceglierebbe lui: sono in prevalenza africani (81%) e asiatici (77%), non esattamente i poteri forti di cui parla il Movimento 5 Stelle. Landini (38,9%) tiene il passo grazie ai sudamericani, ascendendo al secondo posto fra i personaggi pubblici più apprezzati. Seguono Grillo (29,6%), Alfano (25,9) e Giorgia Meloni (18,2%). Chiudono la lista Berlusconi e Salvini, rimandati a settembre con percentuali infime (rispettivamente 14,8 e 13%).

Il risultato dalla ricerca – scrivono in una nota gli esperti della Fondazione Leone Moressa – conferma ancora una volta che l’immigrazione è una realtà molto più complessa di come si potrebbe immaginare, non facilmente riconducibile a luoghi comuni e immagini streotipate“.