Città Metropolitane? “Non solo Reggio, ma anche le periferie al centro del progetto”

Per il Laboratorio Metropolitano di Partecipazione dell’Area Grecanica all’interno delle Città Metropolitane dovrebbero essere coinvolte anche le periferie

Think Tank Città MetropolitanaEcco di seguito l’esito dell’incontro di Laboratorio Metropolitano di Partecipazione dell’Area Grecanica, tenutosi mercoledì presso la Casa della Cultura e della Legalità di Condofuri, dopo quelli di Polistena e Campo Calabro.

Le periferie al centro delle Città Metropolitane. Questo è stato il leit motiv dell’incontro inaugurale del Laboratorio Metropolitano di Partecipazione dell’Area Grecanica, tenutosi mercoledì presso la Casa della Cultura e della Legalità di Condofuri, dopo quelli di Polistena e Campo Calabro: la città metropolitana non può essere solo Reggio, anche i territori più lontani devono essere protagonisti e beneficiare delle opportunità offerte dal nuovo soggetto istituzionale.

Questa dei Laboratori Metropolitani di Partecipazione è un’esperienza che sta crescendo, riscuotendo successi in tutti i territori nei quali finora si è realizzata, tanto da suscitare richieste di renderli permanenti anche dopo la fase di avvio della città metropolitana, come luogo di confronto ed elaborazione che restituisca ai territori i luoghi della costruzione e della crescita di una coscienza civile e democratica, un tempo costituiti dalle sezioni dei partiti o dalle sedi religiose.

In questo senso, i numerosi interventi che si sono susseguiti hanno sottolineato innanzi tutto l’importanza della partecipazione, come strumento per la scrittura di regole condivise che consentano a tutti i cittadini dell’attuale provincia di sentirsi parte integrante della città metropolitana; regole che garantiscano adeguata rappresentanza a tutti i territori attraverso i meccanismi consentiti dalla legge.

Quindi innanzi tutto uno Statuto che riconosca le specificità e i caratteri identitari, come quello della minoranza linguistica ellenofona, e le valorizzi quale elemento di arricchimento del mosaico sociale e culturale del nostro territorio, non ignorando la storia dei municipi che ha caratterizzato per secoli le dinamiche locali. Ma anche un’azione paziente e capillare, come si sta realizzando attraverso i Laboratori Metropolitani di Partecipazione, che consente di agire in profondità, sulle coscienze e sull’immaginario dei cittadini, fattore prioritario di successo della futura realtà: città metropolitana come momento di rigenerazione civile della nostra comunità.

Città Metropolitana come opportunità per contrastare il progressivo accentramento di funzioni e servizi nel capoluogo, dettato esclusivamente da esigenze di bilancio, senza che esista una regia, come potrebbe essere quella metropolitana, in grado di coniugare queste esigenze, ineludibili, con quelle altrettanto importanti del mantenimento dei servizi essenziali per il territorio.

E non poteva mancare la citazione di Calvino, a proposito delle città che si fanno ricordare non per la meraviglia dei loro edifici ma per l’efficacia con la quale rispondono ai bisogni dei propri cittadini.

I Laboratori, fortemente voluti dai sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL, dalla Camera di Commercio e dal Forum del Terzo Settore su proposta del LaborEst-Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dell’Osservatorio Città Metropolitana “Edoardo Mollica”, stanno registrando numerose adesioni, sia a livello istituzionale che dei cosiddetti corpi intermedi: le più recenti sono quella dell’Associazione dei Sindaci dell’Area Grecanica, attraverso il sindaco di Condofuri Salvatore Mafrici, del sindaco di Roghudi, Agostino Zavettieri, del consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, di Coldiretti (Francesco Saccà) e del GAL Area Grecanica (Pippo Paino), oltre che di semplici cittadini che hanno visto in questa esperienza lo strumento per esprimersi e incidere realmente sul proprio futuro. Di particolare rilevanza l’attenzione rivolta all’esperienza dei Laboratori dal neo responsabile nazionale Città Metropolitane dell’ANCI, Massimo Ripepi, che auspica l’elaborazione a Reggio di buone prassi che possano essere portate ad esempio per le altre città metropolitane italiane.

I risultati delle attività dei Laboratori, infatti, saranno messi a disposizione degli organi istituzionalmente preposti affinché ne tengano debito conto in sede di redazione dello statuto.

Come è stato sottolineato da più parti, gli appuntamenti con la storia non li stabiliamo noi: a noi rimane solo la scelta se intervenire da protagonisti, da spettatori o rimanere assenti. In questo senso, i Laboratori intendono essere uno strumento a servizio dei decisori, sviluppando un’azione di informazione e ascolto super partes, che spesso la classe politica non può realizzare non solo per mancanza di volontà ma anche perché nei vari territori è espressione di parte, e quindi registra ovvie resistenze tra le fazioni avversarie“.