Calabria: “istituzione di un apposito capitolo di bilancio per le discriminazioni di genere”

violenza donneIn riferimento alla nota stampa dell’on. Flora Sculco, ben venga l’impegno della nuova Giunta Regionale, dopo anni di silenzio e di disattenzione, “ad assegnare, in via prioritaria, le risorse che si renderanno disponibili in sede di assestamento di bilancio, al finanziamento della L.R. n. 20 del 21/08/2007 (Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri di antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà) nella misura necessaria a garantirne l’attuazione”. Lo afferma in una nota Franca Milazzo commissaria pari opportunità della Regione Calabria a “Testa Alta per la Calabria”.

Considerato che le somme che si riuscirà a racimolare saranno equivalenti alle briciole, sarebbe stato più giusto, secondo me, istituire un apposito capitolo nel bilancio di previsione annuale destinato alle politiche di discriminazione di genere, nel quale comprendere anche il finanziamento della legge regionale n.20/2007. Radicata nella discriminazione di genere, la violenza sulle donne rappresenta la violazione dei diritti umani più diffusa nel mondo. Nelle nostre comunità è presente la necessità  di riuscire ad affermare il messaggio che la lotta delle donne contro le violenze che subiscono, contro le discriminazioni di genere, non equivale alla libertà delle sole donne ma al benessere dell’intera collettività di oggi e soprattutto di domani. Le nostre Istituzioni un impegno più forte ed incisivo in questo senso lo debbono alle nostre Roberta (Lanzino) e Fabiana (Luzzi). La storia della prima fa paura perché è la storia di una persona comune, in una situazione comune, con un brutto finale. È la storia orribile di una donna che può capitare a qualunque donna. La storia della seconda è quella di una ragazza di 15 anni che non ha potuto scegliere, vittima di una violenza che è il sintomo di un male sociale che sta avvilendo la dignità di tutti noi con un orrore incontenibile che irrompe nelle case attraverso storie di ordinari abusi sempre più diffusi. Tali vicende ci devono far capire che il solo fatto di essere donna costituisce un grave pericolo. Questo dramma, che non è una questione privata ma una piaga sociale che tutti insieme, donne e uomini, siamo chiamati a curare, è una questione di civiltà, del quale la nuova Calabria del Presidente Oliverio deve prendersi carico.