Tunisia: è caccia la terzo attentatore, lo ammette il Presidente della Repubblica tunisino

“Non andrà lontano”, assicura Beji Caid Essebsi

LaPresse/REUTERS TV

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Il presidente della Repubblica tunisina Beji Caid Essebsi, in un’intervista in tv dal Bardo, ha detto oggi che gli inquirenti “stanno dando la caccia” al terzo attentatore, che è in fuga ma – assicura – “non andrà lontano”. Il presidente ha inoltre ammesso qualche responsabilità dal punto di vista della mancata sicurezza al Museo. Beji Caid Essebsi ha annunciato che il 29 marzo si terrà una marcia di solidarietà per le vittime dell’attentato al museo del Bardo e contro il terrorismo. Verrà anche inaugurata una stele in onore delle vittime. Il corteo partirà da Bab Saadoun con destinazione il Bardo e la sede del Parlamento.

Il commando dell’attacco di Tunisi intanto invita a colpire ancora i turisti, citando quelli “americani, britannici, francesi e israeliani”. “Investiteli con le auto, sgozzateli sulle spiagge e affogateli nel mare” è l’appello che un complice del commando fa in un documento ottenuto da ‘Terra’, il settimanale di Toni Capuozzo in onda domani su Retequattro.

Superstiti rientrati in Italia. Non parlano volentieri, e c’è ancora paura negli occhi dei passeggeri che sono sbarcati dalla nave da crociera Msc Splendida alla Stazione Marittima nel porto di Genova, dopo aver toccato Barcellona e Marsiglia, reduci dall’attacco di Tunisi. “Ero a 15 metri dalla sparatoria, ero su un taxi e non sul bus – spiega Geofrey, inglese di 55 anni – abbiamo evitato la strage davvero per 5 minuti. Eravamo molto scioccati, ma ora stiamo bene”. Insieme a lui sono scesi anche francesi, giapponesi e inglesi. Tra loro anche un francese dell’isola della Riunione: “ero in Avenue Bourghiba, ho saputo che cosa era successo solo quando sono tornato sulla nave”. Tra i turisti, che hanno via via raggiunto i pullman che li condurranno alle destinazioni finali, alcuni vogliono ringraziare l’equipaggio della Msc Splendida come fa una inglese, Corinne, che racconta “l’equipaggio è stato fantastico, il comandante il giorno dopo ci ha radunato ed ha risposto a tutte le domande. A bordo eravamo tutti scioccati, anche se per fortuna io non ero coinvolta direttamente, avendo optato per una visita alla Medina”.

Aperta camera ardente a Torino. E’ stata aperta stamani a Torino, nella Sala delle Colonne del municipio, la camera ardente per le due vittime torinesi della strage di Tunisi. Prima dell’apertura si era formata una coda di alcune decine di persone. Davanti a Palazzo Civico gli amici di Antonella Sesino hanno affisso uno striscione con la scritta “4 angeli volati in cielo. Il nostro cuore le vostre ali. San Mauro nel dolore. Ciao Antonella!”.

Testimone, ci hanno inseguito nel museo. ”Ero appena sceso dal pullman 27 quando ho sentito i primi colpi di mitra. La signora dietro di me è morta con un colpo nel collo e io, con la mia guida, sono scappato dentro il museo inseguito dai terroristi sparavano in continuazione”. Lo ha detto Massimo Zanarini, uno dei passeggeri di Costa Fascinosa rimasto coinvolto nell’attentato al museo del Bardo a Tunisi. “Siamo scappati mentre ci inseguivano sparando, ho sentito l’esplosione di una granata e ci siamo salvati sfondando una porta e trovandoci di fronte all’ingresso della Camera dei deputati tunisina e di un posto di polizia”.

Scampata a strage, un ragazzo mi ha salvato la vita. ”Ero sul pullman quando un ragazzo di Roma ha urlato ‘stanno sparando, buttati giù’ e così facendo mi ha salvato la vita”. Lo ha detto Elisabetta Ravera, una delle passeggere di Costa Fascinosa rimasta coinvolta nell’attentato davanti al museo del Bardo a Tunisi. Elisabetta racconta di essersi “buttata a terra, sentivo i colpi di kalashnikov venire sempre più vicini e a un certo punto un colpo mi ha assordato”.

“Noi ci siamo salvati per caso perché la nostra guida ci ha fatto fare tutta un’altra strada. Ma fate attenzione, ci sono persone che raccontano cose non vere”. Lo ha detto una signora romana appena sbarcata da Costa Fascinosa, la nave da crociera che ha perso 6 passeggeri nella strage di Tunisi. “Devo ringraziare Dio che ci è andata bene – ha detto la donna -. Abbiamo saputo di quanto era successo appena rientrati sulla nave. Ma vi avverto che ci sono persone che dicono di essere state coinvolte nella sparatoria e invece erano con noi. Dovrebbero vergognarsi – ha detto commossa – per quei nostri compagni di viaggio che non ci sono più”.

Passeggero Costa,non siamo scesi grazie a mio figlio. Noi non siamo scesi perché mio figlio di 11 anni, che si era documentato su internet, aveva paura dell’Isis”. Lo ha detto Francesco Rufino, figlio dell’ex senatore Giancarlo, appena sceso da Costa Fascinosa, la nave da crociera che ha perso 6 passeggeri nell’attentato di Tunisi. “I miei figli non volevano scendere e così siamo rimasti sulla nave – ha detto Rufino -. Abbiamo parlato con chi è tornato sulla nave ed era terrorizzato tanto che non avevano voglia di aprirsi. Costa ha fatto il possibile, siamo stati assistiti dagli psicologi, ma sono stati momenti terribili. Possiamo dire che a noi è andata bene”.

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Tunisia media, terroristi appartenevano a gruppo vicino Isis . I due terroristi uccisi dalle forze speciali tunisine durante il blitz al museo del Bardo farebbero parte del gruppo tunisino Katibat Okba Ibn Nafaa, diretto dall’algerino Lokman Abou Sakher, che – a quanto sembra – avrebbe dichiarato da pochi mesi, fedeltà allo Stato Islamico (Isis), dopo essere stato legato ad Al Qaida Maghreb. E’ quanto emerge dalle prime indagini delle autorità tunisine secondo quanto trapela sui media locali. Il grupo Katibat Okba Ibn Nafaa, distintosi in passato per azioni particolarmente violente contro le forze armate come quella del luglio 2013, che costò la vita a nove soldati, e quella del luglio 2014 dal bilancio tragico di 14 soldati morti e 23 feriti, fa capo a Lokman Abou Sakher con cui i due avrebbero avuto contatti prima dell’attentato e da cui avrebbero avuto le armi pesanti per l’attacco. Il gruppo tunisino che si avvale anche di elementi algerini, opera principalmente nei pressi del monte Chaambi, nel governatorato di Kassserine.

Altri 20 arresti, spunta video dei terroristi al museo – I due terroristi che entrano al museo del Bardo armati di kalashnikov pochi minuti prima di compiere la strage che ha causato la morte di 21 persone, tra cui quattro italiani. Le immagini sono contenute in un video delle telecamere di sicurezza pubblicato in esclusiva dal ministero dell’Interno tunisino sulla sua pagina Facebook. Nel video di circa 1 minuto Jabeur Khachnaoui e Yassine Laabidi, la testa nascosta nel cappuccio della felpa e in un cappellino da baseball, si aggirano circospetti per il museo che sembra deserto. Alla fine del filmato si vedono le foto dei cadaveri dei due terroristi uccisi nel blitz delle forze dell’ordine. Sono terminate le autopsie dei quattro italiani uccisi nell’attacco al museo del Bardo di Tunisi. Gli esami autoptici sono stati eseguiti al policlinico Gemelli di Roma. A coordinare l’equipe di medici e tecnici il direttore dell’istituto di Medicina legale Vincenzo Pascali.