Suicidio Giusti, il legale del giudice: “ci rivolgeremo al Csm”

giancarlo-giusti-pmUna delle due inchieste che vedevano coinvolto l’ex gip di Palmi Giancarlo Giusti, suicidatosi ieri, era stata archiviata nel 2012 dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e successivamente riaperta con modalita’ “che saranno valutate dal Csm, al quale intendiamo rivolgerci”. Lo ha detto il legale di Giusti, l’avv. Giuseppe Femia. L’inchiesta, sfociata in un processo che e’ in corso a Catanzaro, e’ relativa alla scarcerazione, avvenuta nel 2009, di tre esponenti della cosca Bellocco di Rosarno, che, secondo l’accusa, sarebbe stata disposta da Giusti, in qualita’ di componente relatore del Tribunale del riesame di Reggio Calabria, in cambio di 120 mila euro. “La riapertura dell’inchiesta – ha detto l’avv. Femia – era stata chiesta sulla base della captazione, da parte della squadra mobile reggina, di un colloquio avvenuto nel 2010 nello studio dell’avv. Minasi in cui questi diceva ad appartenenti alla famiglia Gallico di avere un magistrato sotto mano. Il fatto, pero’, e’ che il nome che viene fatto, secondo me millantando, non e’ quello del giudice Giusti, ma di un altro. Anche la descrizione fisica non corrisponde a quella del mio assistito ma coincide con quella del magistrato di cui viene fatto il nome. Ora, vorrei capire perche’ il nome di un altro magistrato poi diventa quello di Giusti. Era quello che avrei voluto chiedere nel corso del processo, ma ormai, purtroppo, non potro’ piu’ chiederlo visto che il processo e’ estinto per morte del reo”.