Se Sparta piange, Atene non ride: caos cosmico in Calabria nel Pd ed in Forza Italia

Guerre intestine nei due partiti tra renziani e cuperliani e tra berlusconiani e fittiani ed intanto Oliverio e Santelli sono sempre più soli

pd_vs_pdlSe Sparta piange, Atene non ride: c’è enorme caos nei principali partiti calabresi. Da un lato il Partito Democratico, uscito vittorioso dalle elezioni regionali dello scorso 23 novembre e diviso dalle ormai annose lotte intestine, dall’altra Forza Italia, sconfitto alle consultazioni regionali e frastagliato in uno spaccato che sembra incolmabile.

Nei democratici calabresi, il presidente della Regione Mario Oliverio è sempre più solo: completamente ‘abbandonato’ sulla questione del commissario della sanità, alle prese con il ‘caso‘ De Gaetano, la rinuncia all’assessorato di Lanzetta, con uno statuto regionale che sta facendo ‘girare la testa’ al segretario regionale Magorno, la costituzione dell’esecutivo regionale ancora incompleto dopo quasi tre mesi dalle elezioni e un puzzle difficile da far quadrare. Tra l’altro persiste la ‘storica’ differenzazione tra renziani e cuperliani, tra ‘la destra del partito’ e la ‘sinistra del partito’. Ad ora, tra l’altro, pochi sono stati gli atti del presidente Oliverio se non un tour nei territori per parlare con la gente, ma di concreto c’è poco o nulla.

In  Forza Italia la situazione è drammatica: un partito ai minimi termini, con una leadership nazionale, quella di Berlusconi, sempre più in difficoltà e con divisioni evidenti, sia su scala nazionale che in Calabria. Dopo la sconfitta alle regionali, la coordinatrice regionale Jole Santelli è finita sotto l’occhio del ciclone: sfiduciata da Mancini, uomo forte del partito a Cosenza e da Galati, uno dei vice-coordinatore, che pare abbia scelto di stare con Fitto. Una Wanda Ferro un po’ insofferente, visto la non entrata in consiglio regionale e un Giuseppe Raffa, presidente della provincia di Reggio, silente da mesi. Molte ombre sul partito di centro-destra in Calabria: oltre a quelle già citate ricordiamo il rapporto con il Nuovo Centro Destra, la ‘rissa’ con Orsomarso e Tallini ‘espulsi’ dal gruppo regionale. Insomma, un caos infernale.

II punto dolente, al di là delle questioni interne ai gruppi politici, è la Calabria: questa terra ha bisogno di buone politiche per risollevarsi, per dare speranza e futuro ai giovani, per creare un minimo di occupazione e non far scappare la gioventù altrove. Ce la faranno tutti questi personaggi invischiati più che altro in beghe di partito e sempre più distaccati dalla società che li circonda? Stanno regalando uno spettacolo “teatrale” che ci porterà, alle prossime tornate elettorali, a rimpiangere il 44% di affluenza alle urne delle ultime Regionali.