Reggio, lo sfogo di un cittadino: “continua l’opera di decadenza della nostra città”

Il lettore infìdignato: “tutto come da copione, si continua l’opera di decadenza della nostra città. Il sindaco dedica intere giornate a festicciole di arzilli centenari”

Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria, municipioE’ “disgustato” un cittadino di Reggio sull’”andamento” della città: “la gente è stanca di una città che crolla a pezzi, vecchi e nuovi problemi che sommergono gli ultimi bricioli di dignità di qualsiasi onesto cittadino. Avevamo creduto, come nelle favolette, che sarebbe bastato sostituire la vecchia banda di megalomani con una nuova classe politica che si sarebbe rimboccata le maniche lavorando sodo di modo che ci faccia rialzare la testa. Tutto come da copione – prosegue il cittadino- si continua l’opera di decadenza della nostra città, un sindaco probabilmente con molte capacità  oratorie e con un ottima organizzazione logistica, infatti dedica intere giornate a festicciole di arzilli centenari, incontri con i cittadini a cui si espongono tante prospettive interessanti(ultimo Cannavò 24 Marzo), incontri con sindacati etc etc. Non sarebbe più corretto che l’intera classe politica si dimostri diversa da quella precedente e si impegni con i fatti cercando di salvare ciò che possibile in maniera energica ed efficace, Si è proprio quello che manca, efficacia e vero impegno, cosa non molto facile. Attualmente – aggiunge- vengono a mancare le basi più elementari per una mediocre gestione della comunità,ad esempio la manutenzione stradale soprattutto di quelle secondarie e della periferia, rete idrica e fognaria con relative tasse che in molti non possono permettersi di pagare, la gestione dei rifiuti e potrei scrivere ancora diverse righe. So molto bene che a parole è facile e le mille difficoltà che si presentano dietro questi problemi, ma è l ‘ora che ognuno faccia il proprio dovere, anche noi cittadini che – conclude- dovremmo esprimere in maniera democratica il malcontento fuori dai bar e dalle cene con gli amici, perchè anche questo è un nostro dovere e non solo pagare le tasse”.

Lettera firmata